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Silvana Raniolo di Tenuta Bastonaca è riuscita a portare il Sud in bottiglia

di Sabrina de Feudis | 17 Giugno 2021
Silvana Raniolo di Tenuta Bastonaca è riuscita a portare il Sud in bottiglia

Silvana Raniolo è una combattente con il sorriso, la sua filosofia di vita le impone di non arrendersi mai e di voltare pagina, per scriverne una differente in caso le cose non vadano come lei vorrebbe. Il vino entra a far parte della sua vita sin da subito e quell’estate post maturità diventa il momento giusto per iniziare ad aiutare un’amica produttrice, Gaetana Jacono, quei tre mesi si trasformano in un’esperienza durata sei anni. Poi nel 2007 decide di fare il grande salto e di realizzare una cantina tutta sua, così nasce Tenuta Bastonaca, che prende il nome proprio dalla contrada di Bastonaca nel cuore pulsante del Cerasuolo di Vittoria, del Frappato e del Nero D’avola, nella provincia ragusana della Sicilia orientale, coltivando per scelta ambiziosa anche due vitigni internazionali come: Grenache e Tannat. In questa nuova avventura l’ha seguita il marito, oggi avvocato, ma con il sogno non troppo nascosto di abbandonare l’attività forense per dedicarsi completamente al lavoro in vigna. I figli di Silvana, Federico e Giuseppe, ora sono troppo piccoli ma mostrano buone attitudini a seguire il lavoro avviato dalla mamma. Un antico palmento del settecento è la sede della Tenuta, che è circondata da quindici ettari di viti ad alberello, coltivate a mano e in regime biologico, questo quadretto che rievoca ricordi passati è impreziosito da mille antichi ulivi della rara varietà Carolea. Il rispetto per la natura è un valore che Silvana porta avanti anche con l’aiuto di Carlo Ferrini, enologo e agronomo della cantina.

Come nasce la vostra storia vinicola?

Siamo nati nel 2007, anche se la mia storia nel mondo del vino nasce da prima, era il 1995 quando iniziai a lavorare nella cantina di Gaetana Jacono, mi occupavo della gestione amministrativa, dovevo lavorarci solo per un’estate e invece ci sono rimasta sei anni. Successivamente mi sono trasferita in un’altra realtà ed ho sempre amato questo lavoro, che ho trovato mai monotono. Poi decisi di realizzare qualcosa che fosse mio con l’idea iniziale di creare una piccola cantina, tipo quelle francesi, acquistando i vigneti in corso d’opera. Siamo partiti con un ettaro di vigneto su Vittoria ore ne abbiamo quindici e anche tre sull’Etna. La volontà mia e di mio marito era quella di produrre vini, che conservassero i loro profumi primari senza abusare del legno, che utilizziamo solo per il nostro Etna Rosso e per il Sud, un vino davvero particolare. Vogliamo preservare la tradizione dell’allevamento ad alberello e ci siamo riusciti partendo da zero.

Come mai la scelta di produrre anche sull’Etna?

Mio marito è di origine catanesi, siamo molto legati a questa zona della Sicilia e un giorno passeggiando da quelle parti abbiamo visto un terreno in stato d’abbandono con le viti ad alberello e con la scritta Affittasi. Ci siamo decisi a intraprendere questa nuova avventura perché è un territorio che sentiamo nostro e anche perché siamo stati supportati tanto in questa scelta dalla cantina Pietradolce, che sono i nostri vicini di vigna.

Quanto ammonta la produzione di Tenuta Bastonaca?

Ad oggi ci attestiamo sulle 50 mila bottiglie, il nostro obiettivo è quello di arrivare alle 75 mila, sicuramente la pandemia ha rallentato i lavori e le vendite, ma siamo presenti in tutte le provincie siciliane e il 60% della produzione lo esportiamo tra Germania, Belgio, Taiwan e Usa.

Che vuol dire essere una donna del vino?

L’approccio della donna è a 360 gradi, riusciamo a cogliere nel vino soprattutto l’aspetto più emozionale. Noi donne già per genetica siamo abituate a svolgere ruoli differenti, gestendo tutto e cogliendo delle sottigliezze, che spesso gli uomini non colgono, lo vedo anche con mio marito.

Nero D’Avola Sicilia Doc 2018 Rosso rubino compatto per un Nero D’avola in purezza, che testimonia la svolta evolutiva di questo vitigno autoctono siciliano. Profumi spiccati ed eleganza gustativa sono le sue caratteristiche, sentori di frutti rossi, more, fragoline di bosco e viole emergono dal bicchiere. Un assaggio piacevole che invoglia a proseguire per una bottiglia che riesce a conquistare già al primo sorso.

Frappato Vittoria Doc Rosso 2020 Rosso rubino vivace e al naso rimbalzano i profumi di frutti rossi, ribes, lamponi, fragole, un bouquet di rose rosse si evidenzia dal calice. Sorso fresco e davvero piacevole, grazie alla trama tannica così delicata e a quel gusto così dinamico e deciso che si prolunga piacevolmente.

Sud Terre Siciliane Igp Rosso 2017 Rosso rubino con venature granate lungo i profili del calice, naso ampio e intenso nei suoi profumi così ben percettibili. Questo vino è frutto di un blend che racchiude un 60% di Nero D’avola, un 20% di Granache e l’altro 20% è Tannat. Viene prodotto solo nelle annate migliori e affina per dodici mesi in Tonneau di rovere francese di primo passaggio e compie un ulteriore riposo di otto mesi in bottiglia. Sentori di frutta matura come le amarene sono intervallate da nuance dolci e delicate di spezie come cardamomo e stecche di cannella, cioccolato fondente e leggeri richiami di chicchi di caffè tostati. Pot-pourri di fiori secchi incornicia questo bel quadro di profumi. Al sorso il calore del Sud emerge con fermezza, la trama tannica ben si distribuisce al palato, donando un piacevole equilibrio, che si prolunga nel tempo.

 

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