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#whateverittakes

Pass vaccinale ancora di salvezza del settore alberghiero. Intervista a Francesco Lazzarini CEO OMNIA Hotels

di Manuela Zennaro | 27 Maggio 2021
Pass vaccinale ancora di salvezza del settore alberghiero. Intervista a Francesco Lazzarini CEO OMNIA Hotels

Se il mondo della ristorazione è stato tra i più colpiti dagli effetti negativi causati dalla pandemia, anche il settore dell’ospitalità ha patito lunghi mesi di lockdown. La mancanza di turisti ha fatto il resto, svuotando letteralmente la capitale e trasformandola in una cattedrale nel deserto. Fortunatamente la situazione è in graduale miglioramento, la campagna vaccinale nel Lazio funziona e il passaporto vaccinale è ritenuto un valido strumento per contenere ulteriori contagi. Per la rubrica #whateverittakes abbiamo interpellato Francesco Lazzarini, CEO di OMNIA Hotels che ci aiuta a fare il punto della situazione attuale e delle prospettive del settore nell’immediato futuro.

OMNIA Hotels è un articolato Gruppo con sede nella capitale. Come nasce e come si è sviluppato nel tempo?  

OMNIA Hotels nasce nel 2019 da una storia di famiglia, che nel corso degli anni ha diversificato le attività iniziando ad investire negli alberghi sin dal 1980. Io e mio fratello Riccardo abbiamo deciso di proseguire nel percorso avviato da nostro padre Lorenzo insieme al fratello Antonio, creando questo nuovo gruppo con l’intento di far crescere e sviluppare un’azienda che affonda le radici nel passato, ma che si proietta nel futuro con innovazione e attenzione non solo al tema centrale dell’ospitalità, ma anche alla riqualificazione degli edifici coinvolti e delle aree in cui gli stessi si trovano, con una forte connessione con il territorio, considerando anche la presenza nei diversi quartieri della città di Roma. Gli alberghi che fanno parte di OMNIA Hotels sono in ordine cronologico: l’Hotel Imperiale a via Veneto, il Grand Hotel Fleming sull’omonima collina di Roma Nord, il boutique hotel Santa Costanza accanto all’omonimo mausoleo di via Nomentana, il Donna Laura Palace affacciato sul Lungotevere nel quartiere Prati e lo Shangri La EUR, recentemente ristrutturato e oggetto di prossima ulteriore riqualificazione. A questi 5 alberghi con i quali siamo partiti nel 2019 se ne sono aggiunti altri due, il Rose Garden Palace di via Boncompagni, entrato a far parte del gruppo a gennaio 2021 e il nuovo Hotel St. Martin, tra piazza Indipendenza e la Biblioteca Nazionale, un edificio sottoposto a totale ristrutturazione che aprirà in estate appunto come albergo.

La pandemia ha creato danni incalcolabili lasciando il settore alberghiero a bocca asciutta per lungo tempo: qual è la situazione attuale? 

Il turismo a livello mondiale come sappiamo è stato duramente colpito, per una naturale mancanza di flussi. Il nostro Paese e la città di Roma hanno sofferto la totale assenza del turismo internazionale. Si è parlato a lungo del turismo cosiddetto di prossimità che certamente non può sopperire alla mancanza dei turisti che Roma è abituata a ricevere, considerando anche la forte riduzione dei viaggi di lavoro e l’assenza di tutte quelle iniziative che gli alberghi sono soliti ospitare, da eventi privati a riunioni di lavoro.

Noi sin dall’inizio abbiamo voluto impegnarci con grandi sforzi per poter offrire comunque un punto di riferimento a chi necessariamente viaggiava, anche durante il primo lockdown, mantenendo in quel caso lo Shangri La EUR sempre aperto, per ospitare le forze di polizia ed i sanitari coinvolti nella gestione della situazione critica. Un impegno morale, soprattutto, data la situazione. E poi abbiamo proseguito con la riapertura delle altre strutture con strategie ad hoc, abbiamo ripreso i lavori per la creazione del nuovo Hotel St. Martin e abbiamo perfezionato l’acquisizione del Rose Garden Palace. Coraggio e lucida follia ci hanno accompagnati e ci guidano in questo percorso che abbiamo intrapreso, grazie anche all’impegno di tutta la nostra squadra.

La situazione sta migliorando, i segnali positivi stanno arrivando…

Attualmente sembrano esserci alcuni segnali positivi, legati ovviamente allo sviluppo della situazione generale, con una conseguente richiesta da parte di aziende o singoli individui che viaggiano per lavoro. A titolo esemplificativo, abbiamo avuto il piacere di avviare un rapporto di collaborazione con alcune federazioni sportive, così come produzioni cinematografiche e televisive.

Il certificato vaccinale è davvero la soluzione migliore per far tornare i turisti in albergo?

La campagna vaccinale e di conseguenza il certificato vaccinale sono certamente d’aiuto per poter riprendere a viaggiare e farlo in sicurezza. Ovviamente la sicurezza nel viaggiare è la priorità assoluta per tutti gli ospiti, per questo abbiamo sin dall’inizio creato un programma di salvaguardia e sicurezza ad hoc per i nostri alberghi, ma la questione permetterà di fare un salto di tipo diverso. A livello del Paese poi, sarà importante l’impegno dei diversi organismi coinvolti affinché l’Italia possa tornare ad essere una destinazione dove viaggiare in sicurezza con una immagine positiva in tal senso.

L’estate è alle porte, la voglia di tornare a viaggiare è tanta. Pensa sia sufficiente per tornare al fatturato pre Covid?

Mai come in questo lungo periodo è difficile fare previsioni. abbiamo sempre agito con ottimismo e fiducia, oltre che con coraggio come dicevo. Non è affatto facile, ma grazie ad un forte spirito di collaborazione di tutta la squadra e ad una grandissima attenzione ai costi siamo riusciti a trovare un bilanciamento per proseguire guardando al futuro. Ci sono segnali positivi per i prossimi mesi anche in termini di richieste e attività collegate, ovviamente sempre in funzione dello sviluppo della situazione attuale con la campagna vaccinale e quanto ne consegue, che potrebbero portare ad una ripresa per le città d’arte come Roma. Certamente, non sarà possibile tornare ai numeri del 2019 se non tra un paio di anni, ma tutto è in fase di evoluzione e soprattutto registriamo costantemente il desiderio di tornare a viaggiare da parte di tutti, sia a livello nazionale che internazionale, per cui siamo fiduciosi nel fatto che appena le condizioni sanitarie lo permetteranno la nostra città potrà tornare ad accogliere ospiti da tutto il mondo

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