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Il colore entra in sala e in cucina con Waxmore, la startup fiorentina tra food e moda

di Giusy Ferraina | 1 Giugno 2021
Il colore entra in sala e in cucina con Waxmore, la startup fiorentina tra food e moda

Maria Cristina ed Elena Fortuna sono madre e figlia, o sarebbe meglio dire socie e co-founder di un progetto di imprenditoria femminile che mette insieme la moda e il food. Un progetto made in Italy pensato per colorare la sala con inserti in tessuti wax e stoffe italiane, che vuole essere anche messaggio per ripartire con fiducia e ottimismo nel settore.

Waxmore è questo il nome di questo particolare progetto che nasce nel 2020 e unisce moda e cibo, i due grandi pilastri della produzione e cultura italiana, con l’obiettivo di conferire uno stile unconventional alle divise e agli accessori della ristorazione. Il messaggio di Maria Cristina ed Elena Fortuna è forte e chiaro: Welcome back Italia’ e lo fanno con i colori, quelli vivaci, intensi, quelli che ci sono mancati in questo lungo periodo e che serve far brillare e vivere anche in cucina. La startup di Firenze vuole lanciare attraverso una linea di abbigliamento fashion, funzionale e artigianale per il personale di sala con inserti in wax e stoffe italiane a tinta unita. 

Prima di scoprire tessuti e modelli che faranno rivivere con allegria e colore le sale dei nostri ristoranti, scopriamo la storia delle nostre protagoniste, un intreccio di esperienze da cui nascono poi le idee messe in pratia da questa start up laboratorio.

Maria Cristina Manca, costumista e stilista, ha collezionato negli anni esperienze professionali di rilievo nel settore con Gucci, Lancetti, a La Fenice di Venezia con il Flauto Magico di Mozart e al Teatro dell’Opera di Roma. In un secondo tempo si è dedicata all’antropologia, che ha saputo unire in un approccio interdisciplinare alla moda. Nel suo passato c’è anche la consulenza e le attività umanitarie per varie ONG e per il suo percorso professionale e personale, lo scorso anno D de La Repubblica l’ha inserita tra le 100 Donne che cambiano il mondo, di cui solo 8 sono italiane. Ora è tornata alla moda con nuove idee per l’abbigliamento professionale per tutti coloro che lavorano e che amano il food, pensando a un brand che potesse incarnare non solo l’idea di moda e bellezza ma anche modalità di lavoro etiche e di “tutela” del Made in Italy. Accanto a lei c’è la figlia Elena Fortuna Di Bella Manca, specializzata in comunicazione e marketing, nata in Messico e sempre in viaggio fin da piccola. Uno sguardo curioso, incontri di persone, conoscenze di luoghi, sapori e profumi. Alle spalle degli studi di Scienze Politiche e di Digital Marketing e poi le collaborazioni con diverse agenzie di comunicazione che convergono in questo nuovo progetto fresco e anche di grande valore formativo per stagisti, tirocinanti e per tutte quelle nuove start up legate al fashion che a quanto pare sono possibili e ne abbiamo bisogno.

Ma perché tutta questa voglia di bello e di colore anche nella ristorazione e nella sala?

Con le nostre creazioni vogliamo lanciare un messaggio di fiducia per la ripartenza del settore. Appena si varca la porta di un locale, anche solo per una pietanza d’asporto, il cliente si interfaccia subito con le persone che lo accolgono. Il primo sguardo si posa su di loro e la prima impressione, ora più che mai, resta fissa nella mente. Tutto parte da quel primo momento che dà l’idea del locale“, spiega Maria Cristina Manca.
Dietro alle parole della stilista c’è anche un discorso di identità del locale e anche di praticità. Bellezza e unicità si legano indissolubilmente alla praticità del capo e a ciò che il capo stesso vuole raccontare delle persone che lo indossano e del posto dove queste lavorano e che rappresentano. Come il packaging anche l’abbigliamento è incaricato di narrare qualcosa, è elemento dell’immagine coordinata del brand ristorativo, ne è suo portavoce e in questo caso, grazie ai pattern e colori scelti lo fa con tanta forza e positività.

Come si intuisce dal nome dell’azienda, Maria Cristina ed Elena realizzano divise e accessori con wax prints e stoffe italiane tinta unita. Gli inserti wax 100% cotone, sono estremamente resistenti alle alte temperature, sono molto versatili e sono stampati su entrambi i lati.
I caratteristici accostamenti cromatici e le tante fantasie disponibili, ognuna con una stampa a tiratura limitata, rendono ancora più unico ed elegante ogni capo firmato Waxmore.
Abbiamo scelto il wax perché è il ponte tra tradizione e innovazione, simboleggia la forza, il viaggio, la contaminazione di culture e di storie: è un tessuto che nasce in Olanda, ma come idea parte dall’isola di Java, attraversa l’Africa per poi tornare in Olanda e diffondersi nel mondo. I tessuti wax sono stati protagonisti anche delle passerelle di Dior e del tour estivo di Jovanotti nel 2019” specifica Maria Cristina.
La produzione avviene nell’atelier artigianale di Firenze, è qui che Maria Cristina – stilista, costumista e antropologa esperta di colori – insieme al suo team, selezionano i tessuti e cuciono modelli custom made: “Il cliente è coinvolto in tutte le parti del processo da risultare lui stesso co-creatore del prodotto: dal supporto nella scelta dei prodotti da parte dell’ufficio stile, interno all’azienda, fino all’acquisto e anche dopo. Vogliamo essere sicure che il nostro lavoro piaccia e che rispetti l’immagine del locale” dichiara Elena.

Le proposte sartoriali di Waxmore, sono create per fare entrare la moda in sala e far risplendere l’accoglienza soprattutto in questo periodo storico così particolare. Dopo aver “rivestito” vari settori della ristorazione – dalla cucina stellata dello Chef Marco Stabile del ristorante Ora d’Aria  a Firenze, a La Grande Via – La Mausolea di Franco Berrino ed Enrica Bortolozzi – le co-founder di Waxmore si sono rese conto di quanto fosse importante il lavoro svolto dal personale di sala, o meglio da tutti coloro che si occupano di accoglienza, e  hanno deciso di creare una linea sartoriale dedicata al mondo dell’hospitality.

Ad oggi le creazioni di Waxmore sono arrivate in molti locali tra cui la cucina stellata dello Chef Marco Stabile del ristorante Ora d’Aria di Firenze, la Pizzeria Neverland in provincia di Udine, la gastronomia di pesce dei Voliani a Livorno, il Cocktail in the world mixology in provincia di Arezzo, il Viktoria Lounge Bar di Firenze, e ancora la cucina vegetale del ristorante Sementis a Pietrasanta, La Grande Via/Mausolea di Franco Berrino ed Enrica Bortolozzi e il D’Era Bistrot, ristorante gluten free di Pistoia.
Senza tralasciare la linea di abbigliamento fashion anche tra le mura domestiche con grembiuli, giacche, fasce per capelli, mascherine e tanti altri capi in tessuti wax che si possono acquistare sullo shop on line del brand.

La marcia in più di Waxmore è il suo essere anche un incubatore di lavoro per sarti di origine straniera. Il laboratorio fiorentino offre un training on the job di moda, taglio e cucito della durata di sei mesi, per i richiedenti asilo, ospiti in Toscana. Molti apprendisti che in Africa erano sarti, nel laboratorio di Waxmore hanno la possibilità di continuare a formarsi per essere inseriti nel mondo del lavoro. A quanto pare Waxmore è un progetto che sintetizza alla perfezione l’essenza del made in Italy.

 

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