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Francesco Apreda e il suo percorso fino all’Idylio

di Chiara Maria Gargioli | 6 Maggio 2019
Francesco Apreda e il suo percorso fino all’Idylio

Foto da Rasa Makaraityte

L’origine: Francesco lascia Napoli in un giorno qualsiasi. Suo padre, stanco della criminalità cui lui e la sua famiglia devono assistere ogni giorno, prende una macchina e arriva a Formia. Francesco frequenta l’alberghiero e l’estate parte ‘per fare la stagione’ a Rimini e al Circeo.

Un giorno il suo amico Maurizio Morelli gli telefona: serve una persona all’Hassler, vieni? Non ci pensa su e parte per Roma dove incontra Stuart Partridge, chef canadese a capo del Roof Garden. Sembra ieri, invece sono già 20 anni fa. L’evoluzione: da Roma a Londra L’anno più duro della mia vita, racconta. A Le Gavroche, ristorante francese a Londra 2 Stelle Michelin, i ritmi sono intensi. “Servizio a pranzo e a cena, cinque giorni su sette: gli altri due li passavi uno a dormire e l’altro a prepararti psicologicamente. Una caserma, tutto doveva essere perfetto.”

Le parole si rincorrono, contengono la storia del primo giorno, quando è stato mandato a casa per colpa della giacca sgualcita. Poi ci sono le ore a lustrare le mattonelle con lo spazzolino da denti. C’è il giorno in cui ha trovato il suo collega giapponese davanti al falò delle ricette de Le Gavroche. Ci sono le serate in discoteca e la leggerezza dei vent’anni. C’è soprattutto Marilena, che lo ha sempre sostenuto. Roma, stordita da un aprile insolitamente bollente, ascolta. E’ tutta intorno, te la ritrovi addosso. Aspetta di capire quando entrare in scena. Non ancora. Lo Chef sposa Marilena in fretta e furia e vola a Tokyo dove vivrà per tre anni. Tokyo lascia il segno. Ognuno dei piatti di Apreda ne conterrà in futuro traccia.

Il naturale sviluppo: La Capitale torna in scena. E’ qui che nascono i suoi figli: Giada e Alex. E’ il 2004, nel mezzo un po’ di India, ma la vita mette radici. Nel 2011 il Roof Garden diventa Imago ed è subito una Stella Michelin. A soli 29 anni Francesco è Executive Chef. Adesso è tempo di concentrarsi sul territorio e sulla sala: su questo deve puntare. Lo Chef dedica 40 minuti al giorno ai suoi ragazzi per discutere di ricette e accoglienza. Francesco esonda di storie. Chiacchieriamo di pollo alla romana, dell’amico Tom Cruise e della SSC Napoli.

Gli occhi sono vivaci, propri di quei napoletani che Pasolini spiegava così: hanno accolto e trasformato la globalizzazione, l’hanno napoletanizzata adattandola al proprio essere, ai propri bisogni che nel frattempo sono mutati. Prima di salutarci Francesco mi porge una scatolina con due piccolissime sfogliatelle lisce, come a dire: Ti ho raccontato tutto il mondo, ora ti racconto casa mia.
Dalla fine di aprile la nuova casa di Francesco Apreda è Idylio, il nuovo ristorante del The Pantheon Iconic Rome Hotel: sempre tanta Roma, con l’anima napoletana e lo spirito speziato.

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