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Wine & The City, parla l’ideatrice

di Miriam de Vita | 15 Maggio 2019
Wine & The City, parla l’ideatrice

L’ebbrezza creativa di Wine and the City continua ad invadere la città di Napoli. È in corso, infatti la rassegna che vede protagonista il vino nei posti più belli e inusuali della città partenopea. Fino al 18 maggio, Wine and the City farà cultura del vino con un programma ricco di appuntamenti straordinari.

Ma cosa è Wine and the City? A raccontarcelo è proprio la mente stessa della rassegna: Donatella Bernabò Silorata.

Cosa è Wine and the city e quali gli obiettivi?
“È una rassegna culturale che combina la creatività urbana, nella sua più ampia accezione, con la cultura del bere buon vino. È una rassegna diffusa sul territorio che non è mai la stessa, ogni anno ha un programma diverso, è una rassegna che si reinventa ogni anno, scopo della rassegna è stimolare, quella che noi chiamiamo ebbrezza creativa. La rassegna nasce nel 2008 ma prende questa precisa identità negli ultimi 6 anni. All’inizio era un fuori salone di Vitigno Italia, uscendo dalla dimensione fieristica deputata solo a chi offre il vino e portare il vino in contesti diversi alle portate di tutti. Dopo questi primi anni estesa in città  l’evento ha preso piano piano questa forma forgiandosi nel segno della cultura: per primi abbiamo portato il vino nei musei, negli atelier dei grandi sarti, palazzi, cortili storici… abbiamo toccato location molto insolite, dal Kajak alle Gaiole alle catacombe di San Gennaro. Al suo 12esimo anno di vita è un brand forte ed è occasione per la citta di conoscere luoghi insoliti e conoscere il vino.”

L’evento è anche un apporto al valore turistico della città di Napoli, hai avuto qualche premio a riguardo?
“Non ho avuto nessun premio, ma la manifestazione è citata dal 2016 dalla Lonly Planet e dall’anno scorso sulla Gallimard Guides francese, la più grande casa editrice di turismo. È sicuramente riconosciuto a livello nazionale e internazionale come manifestazione e brand. Il premio più grande è il consenso del pubblico.”

Questa edizione è dedicata alla Luna. Ci vuole raccontare da dove nasce questa idea, perché proprio la Luna?
“Ho avuto questa idea lo scorso settembre quando mi sono resa conto che nel 2019 sarebbero passati 50 anni dalla prima passeggiata dell’uomo sulla Luna e ho pensato alle tante interpretazioni che ha la luna dalla mitologia ad oggi soprattutto grande musa ispiratrice per il mondo artistico. Inoltre è una guida nei lavori di campo e quindi anche in tanta produzione dei vini. Mi piaceva dedicare la rassegna alla luna, forse siamo stati i primi a pensare a questa idea!”

Le aziende vitivinicole che sostengono l’evento sono solo del sud o spaziano per l’ Italia?
“Arrivano da tutta Italia, abbiamo avuto l’Istituto Trento DOC con 53 case spumantistiche che sono venute a Napoli, abbiamo Marche, Lazio, Sicilia, Puglia, Toscana con i Marchesi Frescobaldi, Franciacorta dalla Lombardia. Insomma, tutta Italia!”

Quali sono i criteri di selezione per la scelta delle aziende?
“Le aziende vengono invitate a partecipare ma sono molto spesso loro a contattarci, la selezione la facciamo sulle location che vogliono aderire a Wine and the City e quest’anno abbiamo fatto una sorta di bando ma con richiesta di una idea e di un progetto che denoti creatività e che valorizzi la rassegna stessa.”

Quale giornata consiglieresti a chi non conosce l’evento?
“Dopo la serata evento all’Osservatorio Astronomico di Capodimonte, realtà meravigliosa, centro di astrofisica e museo – in riferimento al tema dell’edizione – abbiamo il gran finale per la serata del 18 maggio sulla spiaggia al Bagno Sirena dove si esibiranno due compagnie teatrali, una di danza e una di teatro, in due spettacoli in omaggio alla Luna. Segnalare un solo evento è difficile, ogni evento segue gusti e inclinazioni diverse.”

Cosa è il vino per lei?
“Una scoperta. Quando mi avvicinai al mondo del vino, mi fu detto che il vino è un demone da cui non ci si può liberare. È così. Il vino mi ha portato a Wine and the City che da 12 anni fa parte di me.”

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