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Tenuta di Ghizzano, Ginevra Venerosi Pesciolini: “Vi presento i miei vini della ripartenza”

di Manuea Zennaro | 17 Luglio 2020
Tenuta di Ghizzano, Ginevra Venerosi Pesciolini: “Vi presento i miei vini della ripartenza”

Di proprietà dal 1370 della famiglia Venerosi Pesciolini, Tenuta di Ghizzano è una delle più longeve aziende delle colline pisane. La filosofia improntata sull’amore e sul rispetto dell’ambiente ha portato dapprima alla conversione biologica, poi alla certificazione biodinamica Demeter nel 2018. Ne parliamo con Ginevra Venerosi Pesciolini che ci presenta i suoi vini della ripartenza, due etichette di pronta beva immediate e accattivanti, perfette per la bella stagione.

La salubrità dell’ambiente è un tema a lei caro su cui si è molto dibattuto soprattutto durante il lockdown.

Nello specifico non credo ci sia una correlazione tra il Covid e l’ambiente, è più un modo di vivere dettato dalla globalità; credo che il virus provenga dalla Cina, una realtà affollata e povera dove si è creata una commistione tra uomo e animale. Negli ultimi 20 anni ho cercato di lavorare per dare un contributo rispettoso verso la terra, da cui si proviene e a cui tutti torneremo, credo che il comportamento di ognuno di noi incida su un miglioramento di vita e sulle condizioni climatiche, è una questione di educazione. Mio padre è vissuto in un’epoca in cui si credeva che solo con metodi industriali fosse possibile coltivare la terra, io l’ho ereditata e mi sono accorta che la chimica la stava distruggendo.

Quando siete diventati biologici e poi biodinamici?

Il passaggio ufficiale è avvenuto nel 2003, è stato il mio anno di sperimentazione, ho auto da parte della mia famiglia una sorta di resistenza perché credevano che abbandonando le lavorazioni convenzionali della terra si potesse perdere il raccolto. Ci sono tanti livelli di biologico, ma non siamo tutti uguali, il passaggio al biodinamico è avvenuto di conseguenza.

Spesso il bio fa tendenza.

Se si acquista cibo biologico al supermercato, il prodotto sarà anche biologico, ma non mi darà in termini di qualità qualcosa di diverso da quello industriale. So che si può usare di tutto senza essere attenti al sistema natura.

Tenuta di Ghizzano è un’azienda agricola a tutto tondo, non vi limitate a produrre vino.

Esattamente. Il nostro core business è il vino perché con esso sono riuscita a mantenere tutto il resto. Abbiamo 280 ettari e solo 20 di questi sono destinati ai vigneti, 15 ettari ad oliveto e una grande parte in seminativo. Sto cercando di produrre in piccolissime quantità la pasta, il farro decorticato, voglio far capire al consumatore finale che siamo biodinamici fino in fondo. Mi sono voluta certificare, il che rappresenta ovviamente un costo aggiuntivo, perché anche questo termine sta diventando inflazionato, usato da tanti e poi non praticato. C’è bisogno di dimostrare una certa serietà in quello che si fa.

In un momento come questo sono tutti alla ricerca della formula magica per ripartire.

Non esistono formule magiche, questo è sicuramente un momento da dedicare a grandi riflessioni, c’è qualcosa da ripensare. Bisogna essere positivi, io in un primo momento ero entrata un po’nel panico, avendo scelto di non essere presente nella grande distribuzione e nel canale delle vendite online. La chiusura dei ristoranti, il nostro mercato di riferimento, l’impossibilità di realizzare eventi e degustazioni, che sono le nostre attività di promozione, mi avevano demoralizzato, poi ho pensato alla terra e all’incapacità di poter smettere di produrre, bisogna continuare a farlo ma in modo più consapevole.

Il 2020 sembrerebbe un’ottima annata, molte aziende avranno il problema della sovrabbondanza di uve.

In realtà noi non avremo questo problema a causa di piccole gelate, quindi alla fine avrò un 20-30% d’uva in meno, non voglio dire che sia provvidenziale, però secondo i miei calcoli la vendemmia mi entrerà tutta in cantina. Tutti noi abbiamo venduto zero e molti vini sono in cantina, alcuni produttori venderanno il vino sfuso, speriamo che da settembre le situazioni possa migliorare.

Il turista italiano sta riscoprendo le campagne: vi state organizzando?

In azienda ho iniziato le degustazioni, abbiamo la fortuna di avere davanti alla cantina un ettaro di giardino all’italiana, quindi è possibile fare gli assaggi comodamente all’aperto. Queste degustazioni sono abbinate a un piccolo tour alla scoperta del borgo, dove sono state inserite delle installazioni d’arte contemporanea. Come presidente dell’associazioni Grandi Cru della Costa Toscana abbiamo lanciato l’Ape Wine, un’Ape Piaggio attrezzata con piccole cantinette, dove sono presenti 30- 40 vini dei produttori della costa Toscana, si deve ripartire da se stessi e dai nostri luoghi.

LA DEGUSTAZIONE

Il Ghizzano I.G.T. Costa Toscana 2018

Sangiovese 95% e Merlot 5%. Figlio dei vigneti più giovani, nel calice è rubino brillante, al naso sprigiona intensi aromi fruttati di mora e ciliegia, e nuance balsamiche. In bocca spicca una grande freschezza, il sorso rivela un tannino deciso ma sottile, prolungato da una piacevole sapidità. Fermentazione in acciaio con lieviti indigeni.

Il Ghizzano Bianco I.G.T. Costa Toscana 2019

Vermentino 50%, Trebbiano 30%, Malvasia bianca 20%. Paglierino intenso con riflessi dorati nel calice, al naso è subito concentrato su note fruttate che via via sfumano verso delicate nuance floreali. In bocca è leggiadro ma non esile, caratterizzato da una bella sapidità che gli dona carattere e lo rende particolarmente adatto alla bella stagione. Fermentazione in acciaio con lieviti naturali.

 

 

 

 

 

 

 

 

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