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Ruta 40: Quarta Tappa Argentina // Bikerchef Project

di Roberto Agostini | 27 luglio 2018
Ruta 40: Quarta Tappa Argentina // Bikerchef Project

La Ruta 40 rappresenta per l’Argentina quello che la road 66 rappresenta per gli Stati Uniti d’America. Una strada che taglia il paese da nord a sud per oltre 5000 chilometri ricchi di emozioni, storia e paesaggi affascinanti ma anche di pericoli.

Lasciamo Mendoza motivati a macinare quanta più strada possibile ma anche a perdere quei chili presi grazie alla bontà del cibo locale. Usciti dal centro città ci immettiamo nella mitica Ruta Nacional 40, meglio conosciuta come Ruta 40, una di quelle strade da fare una volta nella vita, mecca del motociclismo mondiale. Nel tratto che arriva a San Juan de Jachal si sviluppa in un rettilineo infinito con un paesaggio quasi desertico dove non si ha ne linea telefonica, ne distributori di benzina, ne ausilio meccanico. Sei solo tu la strada e il vento, che sulla Ruta 40 è quasi una costante.

Fortunatamente non ci annoiamo, il paesaggio è monotono ma a risvegliare la nostra attenzione ci pensano improvvisi attraversamenti di cani, cavalli e mucche e purtroppo c’è da segnalare una quantità mai vista di animali investiti ai bordi della carreggiata.

 

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Passiamo la notte in una camera malandata al lato del distributore di benzina poco fuori la cittadina di Jachal preparandoci la cena nel garage: hamburger, cipolla caramellata e la immancabile birra gelata è quello che lo chef propone per questa cenetta romantica al sapore di benzina.

 

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La mattina dopo ci svegliamo presto, salutiamo i tarli e tutti gli altri animaletti che ci hanno fatto compagnia nella notte e ripartiamo in direzione del Parque provincial de Ischigualasto detto anche Valle de la Luna, uno dei siti archeologici più importanti del sud america, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco è ricco di particolari formazioni rocciose e di testimonianze dell’era mesozoica, infatti qui sono stati trovati i resti del dinosauro più vecchio del mondo. Il biglietto d’ingresso è molto caro per i “foreigners” ma ci fanno entrare con la moto e così ci troviamo catapultati in un paesaggio unico, lunare. Una strada sterrata di oltre 40km ci guida tra formazioni rocciose dalle forme e colori più variegati inconsapevoli che il bello doveva ancora arrivare.

 

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Al tramonto le rocce del canyon dove ci trovavamo iniziano a diventare rosse, quasi a prendere fuoco, tutti i colori si fanno più accentuati in terra come in cielo e noi li seduti sopra la nostra moto a godere di tutto questo spettacolo della natura.

 

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All’ufficio del turismo del parco hanno una stanza vuota e inutilizzata e cosi tra sacchi a pelo, materassini e fornello da campeggio passiamo l’ennesima notte insolita grazie all’ospitalità dei guardaparco. Si sa, puoi stare anche dall’altra parte del mondo ma i lunghi rettilinei uccidono il piacere di guida, fortunatamente la Ruta 40 cambia radicalmente e percorrendola attraversiamo la Cuesta de Miranda, un luogo ricco di canyon, cactus ma soprattutto curve che per un motociclista sono il pane quotidiano. Unite al tutto, cavalli allo stato brado e condor che volano sopra la vostra testa e la ricetta della strada perfetta è bella che fatta.

 

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In un piccolo paesino chiamato Chilechito riceviamo il nostro primo battesimo delle emapanadas argentine, la sensazione è paragonabile a quella di trovarsi davanti a un cesto di ciliegie, mangiandone una quantità infinita.

 

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Proseguendo tra le insidie della ruta 40 arriviamo a Londres, paese famoso per le rovine Inca, passiamo la notte in tenda all’interno di un campeggio comunale abbandonato e la mattina seguente ci risvegliamo tra cavalli e mucche al pascolo. I chilometri continuano a scorrere e finalmente arriviamo a Cafayate nella Valles Calchaquíes, una delle zone più belle del nord ovest dell’argentina. Cafayate è una cittadina di 12000 abitanti, famosa per le sue case coloniali perfettamente conservate, le cantine vinicole aperte al pubblico e l’artigianato locale. La piazza centrale è colma di ristoranti con parrillas accese e fumanti, tra le specialità locali segnaliamo il capretto da latte e il sanguinaccio alla griglia. Il mercato dell’artisania locale è incredibilmente bello, tra ponchi, cappelli, coperte di lana e sculture in legno di cactus non sappiamo cosa scegliere e infatti non scegliamo nulla perché il nostro è un viaggio low budget e per di più in moto dove lo spazio per il bagaglio non è mai generoso.

 

Convinti da questi due ottimi motivi lasciamo il mercato e mettiamo le gambe sotto il tavolo di fronte ad una parrilla accesa dove la nostra salivazione aumenta in stile San Bernardo e cosi finiamo per farci servire qualsiasi cosa venga appoggiato sopra la brace, il tutto accompagnato da uno strepitoso vino rosso locale.

 

Cafayate ci ha proprio stregato, con i suoi tempi lenti e rilassati e con la gentilezza dei suoi abitanti ma il viaggio deve proseguire e cosi la mattina seguente torniamo in sella, la Valles Calchaquíes è un territorio ricco di cose da vedere e ti catapulta direttamente nel vecchio west, ma ora noi e il nostro cavallo d’acciaio vi salutiamo e vi invitiamo a seguirci nella prossima puntata dove non mancheranno le sorprese.

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