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Aziende

Nasce Rosautoctono, l’Istituto del Vino Rosa Autoctono Italiano

di Redazione | 4 Aprile 2019
Nasce Rosautoctono, l’Istituto del Vino Rosa Autoctono Italiano

Nasce a pochi giorni dall’equinozio di primavera Rosautoctono, l’Istituto del Vino Rosa Autoctono Italiano dopo la solenne firma dell’intesa, avvenuta lo scorso 26 marzo presso la sede del Mipaaf, da parte dei rappresentanti dei sei distretti produttivi che, da nord a sud, hanno scelto di fare sistema per dare maggiore risalto ai rosati italiani, sia sotto l’aspetto economico che culturale. Bardolino Chiaretto, Cerasuolo d’Abruzzo, Castel del Monte Rosato, Bombino Nero, Salice Salentino Rosato e Cirò Rosato sono infatti le denominazioni di origine più rappresentative di una cultura del bere rosa che oggi in Italia rappresenta il 6% dei consumi contrariamente alla Francia, paese in cui tale percentuale sale al 30%.“Vogliamo istituire un osservatorio sul vino rosa italiano e ci impegneremo per arrivare ad una specifica nomenclatura” ha detto Franco Cristoforetti, neo presidente dell’Istituto nonché numero uno del Consorzio di Tutela del Chiaretto e del Bardolino, mentre il presidente del Consorzio Valtènesi, Alessandro Luzzago ha sottolineato l’esigenza colmare un vuoto, volgendo lo sguardo “all’eccezionale lavoro svolto dalla Francia, dove oggi si beve più vino rosa che bianco. Con questo Istituto vogliamo essere in grado di andare nel mondo, concentrandoci in quei paesi che non siamo stati in grado di raggiungere da soli”.

Il tema dell’identità è stato poi sollevato da Francesco D’Agostino, moderatore dell’incontro nonché direttore responsabile della rivista Cucina & Vini, ricevendo la pronta replica di Luigi Cataldi Madonna, vicario dell’Istituto: “Dobbiamo prendere atto che produciamo vini rosa, ma non li vendiamo perché non li sappiamo fare. I consorzi devono far capire ai produttori che i vini rosa si fanno con le uve migliori, non con quelle di scarto”. Ed è stata ancora una volta la Francia il paese invocato a modello di una produzione virtuosa “sebbene la Puglia sia un luogo storico di produzione del rosato – ha precisato Francesco Liantonio del Consorzio di Tutela Vini Doc Castel del Monte – ed anzi va sottolineato che è stato il primo prodotto di qualità generato da questa regione”. Ad ospitare Rosautoctono, che sbarcherà già al Vinitaly dal 7 al 10 aprile, sarà la sede di Federdoc, Confederazione Nazionale dei Consorzi volontari per la tutela delle denominazioni dei vini italiani, che insieme a Valoritalia – società leader nelle attività di controllo sui vini Docg, Doc e Igt – coopererà con l’Istituto nella creazione dell’Osservatorio.

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