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Quando mangio chiedimi se sono felice

di Redazione | 6 Novembre 2019
Quando mangio chiedimi se sono felice

“La felicità alimentare è un diritto di tutti e in quanto tale deve essere il più responsabile possibile”. Questo è uno dei cinque principi fondamentali del Manifesto della Gastrosofia della Felicità. Ma cos’è la felicità alimentare? La risposta arriva da Alex Revelli Sorini e Susanna Cutini, docenti dell’Università San Raffaele di Roma, fondatori della gastrosofia, con il loro ultimo libro Manuale di Gastrosofia, approccio multidisciplinare alla felicità alimentare, edito da Alieno Editrice, che sarà presentato domenica 10 novembre durante la settima edizione di Excellence.

La felicità alimentare esiste e si può definire come la combinazione consapevole di diversi alimenti ed elementi. Non solo, dunque, ciò che troviamo nel piatto, ma anche ciò che viene prima e dopo: la scelta degli ingredienti, la loro preparazione, l’estetica, la convivialità e la cura del corpo. Ed è proprio sul concetto di consapevolezza che si sviluppa l’intero ragionamento: “la felicità alimentare si basa su un approccio multidisciplinare legato alla cultura della sostenibilità e del consumo consapevole – ci spiega Alex Revelli Sorini – la consapevolezza di ciò che mangiamo è alla base di tutto e ci porta a seguire un’alimentazione virtuosa fonte di benessere. È proprio dietro ad un’alimentazione consapevole del benessere che si cela il tesoro della felicità”.

Consapevolezza che nasce dall’educazione alimentare, che come recita il secondo punto dei Diritti e dei Doveri del Manifesto della Felicità Alimentare: “È diritto di tutti ricevere un’educazione del gusto. È dovere di ciascuno sviluppare un’educazione al gusto coltivando il risveglio dei sensi e imparando a scoprire i sapori e modi di alimentarsi”.

E per raccontare questo percorso verso la felicità della tavola i due autori hanno scelto un approccio multidisciplinare, che mette insieme più angolazioni di analisi e interpretazione del cibo: antropologia, nutrizione, fisiologia dei sensi, storia, comunicazione, psicologia, arti culinarie. Tutte discipline che concorrono alla Gastrosofia e a una visione ampia e complessa del cibo e dell’atto del mangiare, per poter comprendere meglio questo universo, non limitandolo a chiavi di letture univoche.

Ma come si raggiunge questa felicità alimentare?

Sicuramente non è la quantità di cibo e la continuità nel mangiare che la determinano, ma la qualità e l’esperienza del momento.“L’atto del mangiare è un’esperienza complessa e variegata, non solo un’azione materiale e fisica – dice Susanna Cutini –  il cibo è tra le esperienze maggiori in grado di stimolare la socialità e la felicità della persone sia attraverso l’atto del mangiare e il gusto che dona felicità, sia attraverso il momento della preparazione, ricco di potenza spirituale. Dalla scelta degli ingredienti quando facciamo la spesa al tempo trascorso ai fornelli tutto si trasforma in una sorta di dono per chi mangerà con noi”

Per raggiungere la felicità alimentare da quanto si può dedurre servono le mani, gli occhi, il palato, la pancia e la testa. Il cibo si lega in un rapporto indissolubile con il cervello in quanto esperienza vissuta e da vivere, in quanto memoria, in quanto sapere. “Mangiare va al di là dell’atto fisico, è una raffinatezza cognitiva, è quel piacere di conoscere e riconoscere con tutti i sensi i valori culturali degli oggetti assimilati – spiega Alex Revelli – mangiare spesso vuol dire conoscere, scoprire, raccontare e va al di là del semplice atto fisico di portare il cibo alla bocca e masticarlo. Ecco perché era importante e necessari proporre una lettura multidisciplinare, in una società liquida come la nostra è l’unico approccio possibile”.

Se poi vogliamo c’è anche un approccio matematico – continua e ride – per misurare l’indice di felicità alimentare di un piatto abbiamo studiato una vera e propria formula che prevede la somma dei valori da 4 a 10 della sua Biodiversità, Semplicità, Bontà e Bellezza diviso la sua Quantità il tutto moltiplicato per la Convivialità”.

Formule a parte ci chiediamo quali sono gli ingredienti ideali le ricette che regalano la felicità. Come ci spiegano gli autori: “Sei felice se la tua alimentazione prevede in modo regolare cibi stagionali, funzionali per l’organismo, veri, frugali, belli e festosi. Accompagnati a quelle che sono le tre azioni principali della felicità alimentare, che sono: nutrirsi, muoversi e appassionarsi”. Ancora una volta ritornano i concetti di educazione e consapevolezza alimentare, che si uniscono a quello di salute del corpo, di bellezza estetica, di rapporto con la terra e di condivisione con gli altri in un meccanismo fluido e personalizzato.

L’assioma in fondo è meno complicato di quanto sembra: mangiare bene e avere cura del proprio corpo ci fa stare bene e se stiamo bene siamo felici. Appuntamento a domenica 10 novembre ore 15:30 con Alex Revelli Sorini e Susanna Cutini ad Excellence presso Roma Convention Center La Nuvola per la presentazione ufficiale del Manuale di Gastrosofia, approccio multidisciplinare alla felicità alimentare.

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