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Pecorino, il vitigno principe della viticoltura in Abruzzo

di Sabrina de Feudis | 30 Luglio 2020
Pecorino, il vitigno principe della viticoltura in Abruzzo

Il progetto social realizzato dal Consorzio di Tutela vini D’Abruzzo, prevede 30 video, per un viaggio virtuale alla scoperta della regione, attraverso le sue bellezze naturali e i vini autoctoni. Il pecorino è il vitigno su cui il Consorzio ha deciso di investire, che è riuscito a trovare proprio in Abruzzo l’habitat ideale. La degustazione promossa dal Consorzio e sapientemente guidata da Adua Villa ha coinvolto otto vini, tutti prodotti da uve di pecorino, con tocchi differenti, dettati dalla mano dei diversi produttori e delle varie zone di provenienza. L’Abruzzo da sempre è considerata  terra di vini rossi, solo negli ultimi dieci anni, è riuscito ad affermarsi anche per la produzione dei vini bianchi. La particolarità del pecorino è quella di regalare ai vini una buona longevità, è un vitigno resistente, una pianta che predilige una vendemmia precoce, accumulando zuccheri proprio nella fase precedente alla raccolta. Il presidente del Consorzio, Valentino di Campli, ha confermato che l’annata 2020 sarà una delle migliori, per arginare i danni economici provocati dal diffondersi del Covid, in Abruzzo ci sarà una riduzione della produzione, per evitare surplus di vino, che rischia di rimanere invenduto.

Colle Maggio – Pecorino Abruzzo Doc Torre Zambra. Sulle Colline di Vigna Magna si gode di un microclima ottimale, con escursioni termiche tra il giorno e la notte.  Questo pecorino ha un corpo e un’acidità più o meno marcata, è un vino bianco ma ha le potenzialità da vino rosso. Qui siamo nella provincia di Chieti con terreni calcarei e argillosi. Un vino che stupisce per i toni agrumati percettibili sia al naso che all’olfatto, che determinano una buona freschezza per un lungo finale.

Pecorino Abruzzo Doc Tenuta i Fauri. Restiamo sempre nella provincia di Chieti per un vino che si presenta dal colore giallo paglierino brillante, regala al naso profumi di frutta esotica, con accenni di nuance di menta e miele. Buono l’equilibrio tra la sapidità e la freschezza, perfetto con una frittura di pesce.

“Giocheremo con i fiori” Abruzzo Doc Pecorino Torre Dei Beati. Con questo vino ci spostiamo a Loreto Aprutino, nella provincia di Pescara, per un’azienda che da sempre lavora in regime biologico. Particolare e dal tocco romantico l’etichetta, che riproduce un disegno fatto proprio dalla figlia del proprietario, un prato pieno di fiori colorati. Già nel bicchiere si nota la densità e la struttura. Ottima l’eleganza percepita al naso, che si interseca ai profumi agrumati e di fiori bianchi,risulta più morbido sul finale grazie alle note mielate.

Giulia Pecorino IGT Terre Aquilane Cataldi Madonna. Questo vino ha una forte caratterizzazione che lo rende riconoscibile nello stile. L’acidità marcata, netta e tagliente, ma piacevole che invoglia alla beva. Un vino semplice solo nel prezzo, davvero democratico, per il resto è un prodotto che conquista al sorso, determinandone la perfezione in abbinamento a un piatto di pesce crudo.

Abruzzo Pecorino Sueriore DOP Ferzo Wines. Il nome della cantina richiama al lembo di stoffa che unito agli altri forma la vela, proprio come avviene in azienda, l’unione di diverse particelle di terra, situate nella provincia di Chieti, da’ vita all’intera produzione vinicola. Il pecorino qui ha i profumi spiccatamente floreali e note balsamiche, che si intrecciano ai sentori iniziali. Buona persistenza e ottima struttura.

“La Canaglia” Pecorino Superiore Doc Fontefico. Il nome la canaglia identifica la caratterista della vigna, che realizza solo rese bassissime, si lavora sui 45 quintali per ettaro. L’azienda produce in biologico, importante lo studio applicato sulla realizzazione delle nuove etichette. Questo vino da 14.5° si presenta corposo e dalla freschezza e mineralità abbastanza spinta. Al naso prevale la salvia, i fiori bianchi e sul finale lascia un sorso leggermente ammandorlato.

“Machon” Abruzzo Pecorino DOP Ausonia. Questa piccola azienda a conduzione familiare sorge ad Atri, nel teramano, dove esiste un microclima ideale per la coltivazione della vite. La farfalla posta sull’etichetta è lì a rappresentare il contatto diretto con la natura, che è ben tangibile dalla conversione della produzione in biodinamico. Questo vino regala profumi fruttati, i frutti tropicali sono evidenti su tutto. Un vino equilibrato e dalla giusta armonia.

Pasetti Colle Civetta Abruzzo Pecorino DOP. Qui siamo nella provincia di Pescara, con un terreno ricco di scheletro e con dei vigneti posizionati a 550 metri sul livello del mare. Un posto magnifico posizionato ai piedi del Gran Sasso d’Italia, che gode di un microclima ideale caratterizzato da escursioni termiche tra il giorno e la notte. È un vino dal grandissimo equilibrio dalla sapidità e acidità marcata con un bouquet fruttato: ananas, melone e fiori gialli appassiti e crosta di pane. Al sorso esplode in sensazioni piacevoli, che restano a lungo.

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