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Opera Wine 2019: gli assaggi, dieci fra i migliori

di Eleonora De Venuti | 18 Aprile 2019
Opera Wine 2019: gli assaggi, dieci fra i migliori

Foto da Eleonora De Venuti

Lo storico palazzo della Gran Guardia, solenne edificio che dal XIX secolo si erge di fronte l’arena di Verona, ha ospitato anche quest’anno il grande evento di lancio della 53ma edizione del Vinitaly : Opera Wine.

Evento esclusivo che offre agli operatori internazionali del settore vitivinicolo la possibilità di conoscere i 100 migliori vini italiani, la cui classifica viene stilata dagli autorevoli esperti di Wine Spectator, autorità di livello internazionale in questo settore. I giudici, dopo attenta valutazione, assegnano un punteggio ai in base a diversi criteri; da questo scrutinio proviene l’eccellenza dei produttori italiani, cantine che testimoniano la differenza di territorio e lo stile produttivo sono accomunate dall’elevata qualità. Il vero protagonista della serata di gala è il racconto  della grande diversità del vino italiano, sia nella tradizioni che nelle nuove frontiere dell’enologia: una vetrina che proietta i migliori vini italiani verso l’export sui grandi mercati esteri, rendendo i vini selezionati veri ambasciatori del Made in Italy. 

Opera Wine è una degustazione elitaria, occasione per discutere di comunicazione, di e-commerce e di marketing,  un’evento che apre il sipario di una delle più importanti fiere internazionali del vino e dei distillati: Vinitaly.

Alcuni fra i migliori assaggi della degustazione, tutti più che meritevoli ma di seguito quelli che maggiormente hanno catturato l’attenzione.

Marchesi di Barolo – Barolo Sarmassa 1999

Anna Abbona e suo figlio Davide, della storica azienda “I Marchesi di Barolo” presenti con il loro formidabile Barolo Sarmassa, vino capace di sfidare il tempo.

Da sempre il Barolo è un vino noto per la sua longevità, sovente decantata ma in rare occasioni si ha la possibilità di verificarne di persona la grandiosità del tempo che passa. Il Barolo Sarmassa 1999 proviene da un terreno ricco di argilla e calcare, molto compatto, capace di creare un vino molto strutturato, ricco di estratto e tannini che richiede un po’ di pazienza per armonizzarsi ed essere apprezzato nel pieno delle sue capacità. A vent’anni dalla vendemmia, considerata eccezionale, la maturità del tempo, la potenza del terreno, l’affinamento prima nelle botti storiche e poi in bottiglia giungono a pieno compimento.

Le note speziate della cannella e del chiodo di garofano, una nota leggera di viola e di rosa lasciano spazio ad un palato pieno, strutturato ma armonico, di grande persistenza dove tutte le componenti risaltano ma nessuna prevale: un’esperienza unica da degustare ed apprezzare prendendosi tutto il tempo per goderne. 

Bellavista Brut Franciacorta La Scala 2013

La storia di questa cantina inizia nel 1977, quando Vittorio Moretti decide di investire nelle campagne che circondano Erbusco, con l’intenzione di produrre spumanti capaci di rivaleggiare, in qualità, con gli champagne francesi. Una visione che è diventata realtà, con la nascita di un tessuto produttivo unico per dinamicità e per crescita qualitativa. Il nome deriva dalla collina su cui sorge e da cui con lo sguardo si riesce a spaziare verso il Lago d’Iseo, verso la Pianura Padana e verso le vicine Alpi: un luogo di rara bellezza.

Bellavista raccoglie i frutti degli oltre cento appezzamenti disseminati in tutto il territorio della denominazione, fonti di quella diversità geologica e climatica alla base del successo di questa cantina, simbolo non solo della Franciacorta ma di tutta l’Italia del vino. Le bottiglie che escono dallo stabilimento di Erbusco si caratterizzano per eleganza e precisione stilistica, tanto da riuscire a essere immediatamente riconoscibili: stile Bellavista. Spumanti simbolo indiscusso del più alto Made in Italy e sinonimo di originalità, qualità ed eccellenza. 

Questo Franciacorta 2013, che per la prima volta si affranca dalla stagionalità dei programmi teatrali per diventare un’unica identità con la Scala. Un millesimato cuvée di Chardonnay e Pinot Nero, in parte vinificato in legno, in parte in acciaio, frutto di un’estate mite. Giallo paglierino intenso, dal perlage finissimo e persistente, con un profilo olfattivo generoso ed elegante. Note floreali di biancospino, di artemisia, di alloro,  mentuccia si affiancano a sentori di agrumi canditi, di piccola pasticceria, di confetti e lievito. In bocca è asciutto ed elegante, segnato da un perfetto incontro tra freschezza e morbidezza. Sapido con un finale pulito e una persistenza che lascia un piacevolissimo ricordo di pompelmo e mango. 

Cantina Terlano Sauvignon Alto Adige Terlano Quarz 2013

Alto Adige “Quarz” della cantina Terlano proviene da uve Sauvignon Blanc in purezza, coltivate nel comune di Terlano. Raccolta manuale, lenta fermentazione in botti di rovere grandi e affinamento per 9 mesi sui propri lieviti in parte in acciaio e in parte in botti di legno. Mineralità e classe, per quella che è una delle espressioni più alte di Sauvignon Blanc italiano.

Calice color giallo paglierino luminoso. All’olfatto, gli aromi di punta sono quelli della frutta esotica – mango, papaya, pompelmo e lime – seguiti da richiami vegetali di grande finezza con menta e citronella che si accordano con nuances floreali. Sorso in cui veleggiano note minerali molto interessanti di pietra focaia, straordinaria sapidità e definizione. Ricco, equilibrato e di medio corpo, chiude opulento e persistente su giovani sentori erbacei.

Masi Amarone della Valpolicella Classico Campolongo di Torbe 2009

70% Corvina veronese e Corvinone, 25% Rondinella, 5% Molinara

Raffaele Boscaini, direttore marketing di Masi racconta l’Amarone Classico Masi Campolongo di Torbe 2009 :  “L’inserimento del Campolongo di Torbe 2009 nella classifica di Suckling premia il concetto di cru di cui Masi è stato il brand pioniere in Italia a partire dagli anni ’50, interpretando già da allora le potenzialità qualitative del vino proveniente da un unico vigneto. Questo Amarone nato nel 1958 rappresenta l’espressione eccellente di uno dei pregiati terroir della Valpolicella Classica e appartiene alla nostra collezione di ‘tesori liquidi’, la Cantina Privata Boscaini, assieme ad altri cru come il Mazzano, prodotti in quantità limitata e solo nelle migliori annate”.

Campolongo di Torbe si caratterizza per il rotondo aroma di mandorla e la grande intensità. Proviene dall’omonimo vigneto già noto per le sue qualità sin dal XII secolo, dove le uve appassiscono naturalmente nei tradizionali fruttai durante i freddi mesi invernali. Colore rosso rubino impenetrabile, note olfattive intense e complesse di frutta cotta e cannella, un gusto ricco, caldo e rotondo, con sapori di ciliegie e marasche mature, prugne cotte e mandorla amara.

La famiglia Boscaini custodisce nella sua cantina privata una collezione unica di vini pregiati, prodotti in quantità limitata e solo nelle migliori annate, che ama condividere con i suoi più affezionati estimatori

Paternoster Aglianico del Vulture Don Anselmo 2013

Questo Aglianico del Vulture è uno di quei vini che raccontano la storia di un territorio, di un’azienda e di una famiglia. Una storia che parte da lontano, che parte dal 1925 quando Anselmo raccoglie l’esperienza maturata dal padre e decide di destinare alla vendita le prime bottiglie di Aglianico. E’ dedicato alla memoria del nonno fondatore e rappresenta il simbolo, le radici, l’essenza della continuità della famiglia nel Vulture.

Siamo nello splendido territorio del Vulture, a Barile, su piccole vigne poste a 600 metri slm; vigne con un’età molto avanzata e rese bassissime. Dopo una macerazione sulle bucce che si protrae in acciaio per 15 giorni, il “Don Anselmo” di Paternoster evolve per il 50% in grandi botti di rovere di Slavonia e per la restante metà in barrique, prima di stabilizzarsi per 12 mesi in bottiglia.

Colore rosso rubino non affatto impenetrabile, olfatto ammaliante e sfaccettato: confettura di prugne e di visciole, profumi di macchia mediterranea ed erbe aromatiche, di pietra lavica, tabacco bruno e resina. Bocca di notevole impatto e corpo, con una forza tannica maestosa e fitta, che si lascia smussare lentamente dalle note alcoliche. Grande persistenza in cui si ritrovano sapori minerali, scorza d’arancia e humus. Invidiabile bouquet ampio e complesso dove le note di frutta matura lasciano spazio, con il passare degli anni, alle spezie come la vaniglia, il tabacco, il caffè e il pepe nero. 

Bisci Verdicchio di Matelica Riserva Senex 2010

Il Verdicchio di Matelica è l’altro verdicchio, quello che non vede il mare, coltivato nell’Alta Vallesina in un’area dal clima fresco e continentale. Il Verdicchio di Matelica DOC Vigneto Fogliano di Bisci esprime perfettamente tutte le migliori caratteristiche del terroir; nasce da un’accurata selezione delle uve del Cru aziendale, il vigneto Fogliano, di vecchie viti ed esposto a sud. Profilo raffinato ed essenziale, di grande profondità e intensità gustativa per un bianco piacevole da bere giovane, ma che invecchia benissimo. 

Vitigno straordinario che richiede attenzione nella lavorazione per la delicatezza della buccia, ma dà mosti e quindi vini con stoffa e corpo invidiabili sorretti dall’elevata acidità e ricchezza alcolica che ne permettono la longevità. Giallo paglierino, equilibrato e persistente, caratteristico, con sentori di anice e liquirizia , grande espressione di Verdicchio. 

Tenuta San Guido Bolgheri-Sassicaia Sassicaia 2006

Maestoso e titanico sgorga dalla Magnum la divinità Sassicaia 2006, con un uvaggio di 85 % Cabernet Sauvignon e 15 % Cabernet Franc. I terreni su cui insistono i vigneti hanno caratteristiche morfologiche varie e composite con forte presenza di zone calcaree ricche di galestro e di sassi e parzialmente argillosi; altitudine fra i 100 e i 300 metri, con esposizione a ovest/sud-ovest. 

Mesi invernali freddi e piovosi hanno causato ritardo nel germogliamento che le calde giornate primaverili non sono riuscite a recuperare; questo fenomeno di escursioni termiche ha indotto una fioritura irregolare che si è protratta per lungo tempo, portando così la piena fioritura nella prima settimana di quel giugno. La vigoria dei germogli ha accompagnato una produttività che anche nei vigneti più giovani è stata regolata ad arte da un diradamento dei grappoli di modesta entità. L’estate, quasi senza pioggia, è stata fortunatamente accompagnata da temperature mai eccessive e questo andamento ha consentito alle viti di sviluppare un buon potenziale aromatico. Le uve si sono così presentate all’inizio della vendemmia in modo perfetto; le piogge nelle fasi iniziali di vendemmia hanno rallentato le prime operazioni di raccolta, ristabilitasi positivamente in un secondo momento.

Esprime note erbacee di menta tritata, bacche selvatiche, liquirizia, rovo e suolo della foresta, dolce tabacco e frutti di bosco con sentori di ribes.  Pieno, morbido, setoso e sinuoso. Molta frutta e un finale lungo, sottile, denso e sofisticato. Berlo  tra 10 o 15 anni lo esalterà notevolmente poiché tutti quei profumi succulenti diventeranno più penetranti, avvolgenti e caldi. Un vino pensato per l’invecchiamento, che vanta tannini essiccati, una buona acidità ed una solida struttura: quelli che prima erano considerati difetti del vino, col tempo si trasformarono in virtù. 

 

Prà Soave Classico Monte Grande 2016

La forza minerale sprigionata da questo Soave Classico è una nota di grande eleganza; una notevole complessità olfattiva di frutta esotica matura e di agrumi gialli. Una netta sapidità e freschezza al palato con un lungo finale di mandorla dolce e vaniglia. Per la sua complessità strutturale può sostenere un lungo affinamento in bottiglia.

Graziano Prà segue l’azienda dai primi anni ’80, in un destino da vignaiolo segnato dal nonno e dal padre. Ha elevato a fama internazionale territori come il Monte Grande e il Monte Bisson nel Soave e la Morandina nella Valpolicella; piccoli cru di pregio collocati su comprensori ad altissima vocazione viticola. Essenzialità e rispetto della terra sono i principi che fondano la sua storia. Purezza è una parola chiave per i vini di Graziano. In cantina preferisce l’esaltazione del frutto, la ricerca e l’innovazione, improntandosi sulla valorizzazione dell’alta qualità delle uve che arrivano dal campo. La sua scelta produttiva di utilizzare esclusivamente vitigni autoctoni, sin dagli esordi, denota il forte credo di Graziano nel potenziale qualitativo delle uve autoctone e della valorizzazione del territorio.

Paleo Le macchiole

“Siamo a Bolgheri in Toscana, nella Costa degli Etruschi. In questo luogo magico, dove dolci colline coperte di boschi, viti e ulivi s’incontrano con il Mar Tirreno, Le Macchiole nel tempo ha preso forma.” Nato  nel 1989 come taglio bordolese, diventerà un Cabernet Franc in purezza nel 2001, conquistando un clamoroso successo. Deve il nome a un’erba spontanea della costa toscana, simbolo di identità territoriale e caparbietà nel raggiungere ogni traguardo. 

Colore rubino scuro impenetrabile, nel bicchiere si rivela denso, limpido e brillante. Al naso spiccano profumi terziari di pepe nero, terra, cacao e humus, accompagnati da frutto scuro, quasi nero, e da fresche sensazioni erbacee e mentolate. In bocca morbido e suadente, con freschezza e alcolicità che si ben bilanciavano e un tannino morbido e fine che amalgamava il tutto. Finale molto lungo con sensazioni di amarena, cuoio e cioccolato.
Lascia nel bicchiere vuoto profumi intensi di frutti di bosco maturi, liquirizia e grafite. 

Fontodi Vigna del Sorbo Grande selezione 2010

Il rosso Chianti Classico Gran Selezione “Vigna del Sorbo” è un vino che, dal piccolo villaggio di Panzano in Chianti dove ha sede Fontodi, è giunto sino ai vertici delle principali guide di settore.

Una bottiglia complessa, con profumi stratificati, che assaggio dopo assaggio, grazie al deciso grado alcolico, risveglia tutti i sensi. Accanto a un 90% di Sangiovese, assoluto protagonista del terroir della Toscana, troviamo un 10% di Cabernet Sauvignon, internazionale che ha ampiamente dimostrato di poter raggiungere ottimi livelli qualitativi all’interno dei confini regionali. 

Con un colore rosso rubino luminoso, attraversato da sfumature più rosso granata nell’unghia; il naso pullula di profumi ben bilanciati, in cui si rintracciano note di frutta e spezie, da cui emerge anche un rimando alla viola. Eleganti sentori fruttati e speziati con note di ciliegia matura, viola, humus, tabacco, rabarbaro e spezie scure. Ottimo corpo, caloroso e penetrante, con un  un gusto sapido e minerale; chiude con un finale di notevole persistenza. 

Una bottiglia con cui la cantina Fontodi riesce a esaltare sia i vitigni utilizzati all’interno del blend, sia il territorio di provenienza, in un binomio che è garanzia di assoluta qualità. Vino grandioso.

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