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Muscari Tomajoli, il volto giovane della viticoltura etrusca

di Manuela Zennaro | 3 Giugno 2020
Muscari Tomajoli, il volto giovane della viticoltura etrusca

A 34 anni, Marco Muscari può essere fiero di una scelta rigorosa che ha portato la sua piccola cantina ad essere un virtuoso esempio di agricoltura sostenibile. Situati nella provincia di Tarquinia, in zona collinare caratterizzata da suoli calcarei e argillosi, i vigneti dell’azienda Muscari Tomajoli risentono della benefica vicinanza alla costa che regala alle uve una sofisticata nota marina. Cura manuale, selezione estrema e filosofia “bio” sono alla base della creazione di tre etichette dall’identità precisa che mietono consensi, sorso dopo sorso.

Come nasce la sua azienda?

L’azienda si trova a Tarquinia, siamo sul versante nord, è nata nel 2007 per volontà di mio padre che purtroppo è mancato nel 2016; dal 2014 mi occupo della cantina. I terreni erano del mio bisnonno, abbiamo recuperato una vecchia azienda agricola che si era fermata perché mio nonno ha avuto tre figlie femmine e nessuna ha continuato l’attività. L’idea di produrre vino era venuta a mio padre, osservando la posizione speciale di cui godono questi terreni, situati a 7 chiilometri dal mare e a un’altitudine di 150 metri. I terreni dove abbiamo impiantato il nostro vigneto sono vergini e fanno parte di una lottizzazione dei primi del’900 dove sorgeva un bosco. Abbiamo 2 ettari di proprietà.

Quali vitigni allevate?

I primi anni abbiamo fatto diverse sperimentazioni, oggi produciamo tre vini: bianco, rosso e rosato. Ci siamo concentrati su un vermentino in purezza particolare, si tratta di un vermentino corso. Essendo i vigneti alla stessa latitudine del centro sud della Corsica, il nostro enologo ci ha consigliato di produrre questa tipologia. Per il nostro vino rosato usiamo il Montepulciano, mentre il rosso è ottenuto da Petit Verdot in purezza.

Quali sono i tratti caratteristici del suo lavoro?

Il nostro lavoro avviene in vigna selezionando al massimo, le tre bottiglie hanno lo stesso valore economico, dai 16 ai 20 euro; volutamente lavoriamo con rese molto basse, 50 quintali per ettaro. In vigna è tutto biologico, non usiamo diserbanti chimici, da 12 anni utilizziamo solo concimi organici, non abbiamo irrigazione di soccorso, volutamente. Tutte le lavorazioni all’interno del vigneto sono fatte da me e dal mio amico Pietro che ha sposato il progetto della cantina. Poi ci avvaliamo della consulenza di Gabriele Gadenz, il nostro giovane enologo, già molto apprezzato e conosciuto nel settore. Nel 2017, annata molto calda, abbiamo prodotto solo millecinquecento bottiglie per tipologia, questa è la nostra filosofia, utilizziamo solo le uve migliori senza scendere a compromessi. Raffreddiamo per una notta intera le uve da bianco e rosato, la mattina successiva andiamo direttamente alla pressatura con uve intere, facendo la prima macerazione e poi un ciclo di pressatura soffice, perdendo tantissimo prodotto e prima della fermentazione c’è una decantazione a freddo del mosto per 72 ore. La fermentazione dura dai venti ai trenta giorni, dipende dall’annata.

Quali sono i volumi prodotti e i mercati in cui esportate?

In totale per questa annata abbiamo prodotto 9 mila bottiglie, tutte numerate, di solito la media è sulle 7.500. Il 30-40% lo esportiamo negli Stati Uniti, a Boston e in Massachusetts, e su Roma abbiamo un’agenzia di rappresentanza che ci distribuisce in centro, molti ristoranti stellati hanno i nostri vini in carta. C’è anche una fetta di privati, che ordina preventivamente le proprie bottiglie. In linea di massima vendiamo tutto in forma anticipata anche per la ristorazione.

State risentendo degli effetti del coronavirus?

Noi abbiamo imbottigliato a metà marzo, in pieno periodo Covid. Una parte della produzione siamo riusciti a spedirla negli Stati Uniti, per la ristorazione purtroppo tutto si è fermato e abbiamo aumentato le vendite verso i privati.

LA DEGUSTAZIONE

Nethun Bianco Igp 2019

Vermentino 100%, affinamento in acciaio, colore giallo paglierino. Al naso presenta caratteristiche note vegetali e fruttate che evolvono verso sentori delicatamente salmastri. In bocca il sorso è piacevolmente armonico, allungato da una bella sapidità che non prevarica l’immediata freschezza. Perfetto in abbinamento ad una classica orata al forno.

Velca Rosato Igp 2019

Montepulciano in purezza, affinamento in acciaio, colore rosa antico. Al naso si concentra su aromi di frutta croccante, anche esotica, mentre in bocca il sorso è reso appagante da una buona acidità e dal retrolfatto che richiama un frutto succoso. Ideale come aperitivo o per accompagnare una fresca insalata estiva.

Pantaleone Rosso Igp 2018

Da uve Petit Verdot, affinamento in acciaio, colore rosso rubino brillante. Una bella concentrazione di frutti rossi, anche sotto spirito, e una delicata chiusura balsamica caratterizzano la fase olfattiva anticipando un sorso articolato e morbido, dove ancora una volta la freschezza è evidente, bilanciata da una delicata nota sapida. Il tannino perfettamente integrato e la buona persistenza rendono questo vino un’ottima scelta per preparazioni anche elaborate a base di carne rossa.

 

 

 

 

 

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