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Le lampare al fortino, un’evoluzione imprenditoriale nel segno del gusto

di Sabrina de Feudis | 7 Marzo 2019
Le lampare al fortino, un’evoluzione imprenditoriale nel segno del gusto

L’evoluzione storica avvenuta all’interno del ristorante Le lampare al fortino di Trani durante i suoi primi ventuno anni d’attività evidenzia il coraggio e la passione di un marito e di una moglie, Antonio Del Curatolo e Pasqua Fiorella, che hanno fatto della propria unione un punto di partenza per seminare  anno dopo anno obiettivi di crescita sempre più grandi. All’inizio della loro avventura gastronomica Le lampare aveva una location diversa rispetto a quella odierna, localizzata precisamente sul Lungomare della cittadina pugliese, con un numero di coperti più ridotto e un arredamento meno ricercato, con un’idea di cucina ben precisa dove celebrare la materia prima locale, focalizzandosi sulla qualità estrema del crudo di mare. Dopo dieci anni di attività per Le lampare arriva il momento di compiere un salto in avanti, puntando a una nuova destinazione che valorizzasse l’estetica degli spazi, rendendo il rito del pranzo o della cena un momento di pura estasi sensoriale.

Il 2 dicembre 2008 inizia la nuova avventura dei coniugi Del Curatolo con Le lampare al fortino, un ristorante nato nella ex Chiesa di S. Antuono, all’estrema punta orientale del porto di Trani, con una vista privilegiata sulla Cattedrale, un pezzo di storia recuperato dal degrado e riportato allo splendore quotidiano. Oggi Le lampare al fortino rappresenta un tempio del gusto sorto all’interno di un luogo che abbatte la clessidra del tempo, riuscendo a fermarlo per immergere i commensali in un’atmosfera a dir poco spirituale.

Una location così ha bisogno di una brigata che esalti nei piatti la bellezza così sovraesposta, viaggiando su un doppio binario a una velocità unica e costante. Antonio e la moglie Pasqua dirigono come maestri un’orchestra composta da dieci persone in sala e quindici in cucina, suonando insieme una musica che porta in scena l’eccellenza gastronomica pugliese, accompagnata da una cantina con oltre mille referenze, 300 solo di bollicine. Una squadra così è pronta per un obiettivo importante, un sogno lasciato troppo tempo in un cassetto, che nel 2015 con l’arrivo di Raffaele Casale, giovane chef di origine campana, dall’esperienza stellata, diventa più concreto: raggiungere la stella Michelin desiderio condiviso anche con lo stesso chef. La permanenza di Raffaele Casale all’interno delle Lampare al Fortino è durata meno di due anni, perché il 17 agosto 2017 ha perso la vita in un tragico incidente in moto. Due anni sembrano pochi, ma sono sufficienti per lasciare un segno importante in cucina, continuando con la filosofia che era di Raffaele: celebrare la materia prima esaltandola, mescolando prodotti della cultura gastronomica campana e pugliese per compiere poesie culinarie in grado di vivere per sempre nei ricordi di chi li assaggia.

Una tragedia del genere è difficile da accettare, impossibile da comprendere ma per Antonio e Pasqua era giunto il momento di tornare a credere nel proprio obiettivo con una certezza in più: da allora c’è una stella speciale che gli osserva da lassù. A Ottobre 2017, Antonio chiama a capo della sua brigata Domenico Di Tondo, riportandolo nella sua Trani dopo un lungo peregrinare all’interno dei più importanti ristoranti stellati d’Italia. A 29 anni Domenico si ritrova a prendere in consegna il testimone lasciato da Raffaele Casale e a indossare per la prima volta la giacca da executive chef Domenico è tornato a casa e da qui vuole ripartire, portando nei suoi piatti la propria idea di cucina, con la consapevolezza di chi si è allontanato da casa e dalla propria famiglia perché ha delle ambizioni grandi da soddisfare.

Antonio Del Curatolo, Pasqua Fiorella, excecutive chef Domenico Di Tondo

La mano dello chef Di Tondo si mostra delicata nell’esecuzione dei piatti senza alterare l’estrema bontà della materia prima, nessun volo pindarico da trascinare a tavola, la sua creatività diventa un elemento che valorizza il cibo, rendendolo perfetto. Il fusillone con burro d’alpeggio e ricci di mare è un abbinamento tradizionale in questo caso esaltato maggiormente con l’utilizzo dei ricci, che qui sono un elemento imprescindibile soprattutto quando si ordina il plateau dei crudi di mare. La dolcezza e grassezza del burro si interseca nelle maglie sapide e iodate dei ricci, e chiudendo gli occhi e portando la forchetta alla bocca sembra di essere seduti sul mare. Le lampare al fortino è un ristorante dal fascino senza tempo, infatti sia d’inverno che d’estate la location lascia gli ospiti senza fiato. La terrazza a picco sul mare con una panoramica a 180° gradi sul porto di Trani, con di fronte la splendida Cattedrale pone il cliente in una condizione di soddisfazione e serenità solo alla vista, l’arrivo dei piatti poi compie il miracolo di metterli in pace con il mondo. Tutto questo ha un prezzo, sicuramente in netta sintonia con tutto ciò che questa vera e propria esperienza enogastronomica può offrire.

Le lampare al fortino è il risultato di uno sforzo imprenditoriale importante, rappresenta una scelta fatta dai proprietari, che hanno riposto nel proprio ristorante il sogno di una vita da vivere insieme e da tramandare alla figlia, oggi troppo piccola per affiancarli, ma che sicuramente rappresenta il futuro, visto che sin dalla pancia della mamma si è nutrita sotto il segno dell’eccellenza.

 

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Il cibo è sublime ed il posto incantevole.

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