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Le grappe da podio firmate Caffo

di Giusy Ferraina | 28 Luglio 2020
Le grappe da podio firmate Caffo

Tre ori, un argento e un bronzo sono queste le medaglie portate a casa dalle Grappe Mangilli premiate come le migliori al mondo al prestigioso World Grappa Awards. Le grappe Mangilli, dell’omonima distilleria che si trova a Flumignano di Talmasson (Udine) guadagnano tutte le posizioni del podio: il bronzo per la Furlanina Grappa Gentile, argento alla Mitica Grappa Friulana, l’oro come ‘Migliore Grappa al Mondo’, conferito alla Furlanina Grappa Gentile Invecchiata.  E oltre a ricevere consenso per il gusto superbo, si sono distinte anche per l’estetica, vincendo altri due ori: ‘Best Design Bottle Range’, premio miglior design all’intera gamma e ‘Design Gold’ andato alla Mitica Grappa Friulana per il suo personale layout.

Ma perché parliamo di grappe friulane in una rubrica dedicata al Sud e alle sue aziende? Forse non tutti sanno che le Cantine e Distillerie Mangilli sono state acquisite un anno fa dal Gruppo Caffo 1915, storico liquorificio con la sua sede storica a Limbadi in provincia di Vibo Valentia.

“Abbiamo rilevato le Cantine e Distillerie Mangilli consapevoli del loro potenziale e con la riorganizzazione del management, siamo riusciti in poco tempo, a ottenere grandi risultati – commenta Nuccio Caffo Amministratore Delegato Caffo – che ci hanno fatto guadagnare un bottino considerevole, mettendoci in luce davanti a tanti marchi importanti”.

Successo sia dal punto di vista del gusto  sia per il packaging che con i suoi dettagli curati ha convinto la giuria e come racconta Manolito Cortese art director di Gruppo Caffo 1915: “La bottiglia è un restyling che crea continuità con la produzione Mangilli del passato e il tappo di forma conica conferisce all’insieme un’originalità percepibile ma non sfacciata. Anche l’etichetta è volutamente minimale per far esaltare il contenuto che deve essere il vero protagonista”.

Ma i successi dell’azienda calabrese non si fermano solo alle medaglie per le tre grappe. Dal 2013, infatti, il Gruppo Caffo si è lanciato con grandi risultati alla conquista del mondo dei liquori storici con un obiettivo ben chiaro, divenire il brand di riferimento nel settore degli amari e dei distillati. E a quanto pare i fatti lo confermano. È il 2013 quando il Gruppo acquisisce l’Elisir Borsci San Marzano, che nell’arco di questi anni è tornato in auge nei consumi, grazie al rilancio studiato proprio da parte del Gruppo Caffo 1915. Nel 2019 si arriva in Friuli e alle distillerie Mangilli e quest’anno nel giro di pochi mesi due importanti colpi: ad aprile lo storico marchio PetrusBoonekamp entra a far parte della gamma di prodotti Caffo mentre all’inizio di giugno è il turno di Ferro China Bisleri.

Tutti marchi storici con una tradizione produttiva alle spalle lunga e imponente. Il portfolio prodotti si amplia abbracciando gusti e abitudini di consumo diversificate e allo stesso tempo si muovono i passi su nuovi mercati nazionali e internazionali, come sottolinea lo stesso Sebastiano Caffo vicepresidente e AD per spiegare l’obiettivo dell’operazione: “Queste acquisizioni fanno parte di un più ampio progetto di crescita per linee esterne, diversificazione e di internazionalizzazione del gruppo”. 

Senza ovviamente dimenticare i capisaldi della produzione Caffo: Vecchio amaro del Capo, che dalle erbe officinali all’imbottigliamento è seguito passo dopo passo in azienda, passando per Liquorice, l’originale liquore di pura liquirizia calabrese, Limoncino dell’Isola, nato come tributo a Tropea e l’amaro S. Maria al Monte la cui ricetta segreta è tramandata da cinque generazioni.

C’è una mission di rilancio e valorizzazione dei marchi storici voluta da Sebastiano Caffo e dal suo Gruppo. C’è la volontà ad un ritorno di gloria nel settore degli amari, riscoperti negli ultimi anni, anche come ingredienti del settore mixology e punte di diamante per consumatori raffinati e fidelizzati. Se per Petrus si punta ai palati forti, amanti degli amarissimi e a mercati nord europei, Ferrochina Bisleri rappresenta il pezzo vintage, amato dagli italiani e conosciuto per le due peculiarità a tratti “salutistiche e rinvigorenti” come recitava il claim e i vari manifesti di questo prodotto nato dall’unione del ferro e della china.

Ferro China Bisleri vanta, infatti, una grande storicità e memorabilità del marchio, un potenziale che non è passato inosservato alla famiglia Caffo che ha fatto di tutto per riportare ‘a casa’ un’icona del Made in Italy, alla quale puntava da anni.

Dietro alle strategie di acquisizioni ci sono percorsi di restyling, di riposizionamento sul mercato e nelle abitudini di consumo delle persone, e una grande e sentita volontà di conservare e valorizzare il patrimonio dei migliori spirits italiani e del mondo. C’è anche tanto coraggio e caparbietà dietro a questi progetti, che si riassumono nel desiderio di divenire l’azienda specialista dell’amaro non solo italiano, ma anche europeo.

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