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La tradizione contemporanea di Rustichella d’Abruzzo

di Giusy Ferraina | 15 Aprile 2020
La tradizione contemporanea di Rustichella d’Abruzzo

C’è una grande storia di famiglia dietro al marchio Rustichella d’Abruzzo. Non solo un brand di pasta artigianale conosciuto nel mondo e richiesto dai migliori chef, ma una storia che percorre l’intero ‘900 e arriva ad oggi senza segni di vecchiaia, ma sempre moderna nella sua radicata tradizione. Gli ingredienti speciali di questa storia non sono solo le materie prime di qualità o le tecniche di lavorazione innovative, ma sono quei valori che la videro nascere nel 1924, ad opera di Gaetano Sergiacomo, nonno materno degli attuali titolari Gianluigi e Maria Stefania Peduzzi, quando decise di fondare a Penne il suo pastificio che portava il suo nome. Un’azienda che riassume nel suo lavoro e nella sua lungimiranza non solo il meglio del made in Italy, ma soprattutto il bello di una regione come l’Abruzzo, con le sue tradizioni e tipicità, la sua gente, le ricette, la natura e le materie prime (il grano e l’acqua). Un mix vincente per un’azienda che non si è mai fermata, che ha sempre saputo guardare oltre, osare, rischiare. Un’azienda che ha saputo scommettere sull’artigianalità e sulla tradizione, con una visione internazionale e contemporanea, capace di soddisfare le esigenze di un mercato moderno e le nuove abitudini alimentari e soprattutto sostituendo il folklore del passato con una cultura profonda del territorio.

Il grande segreto, se così lo vogliamo definire, è la lungimiranza nel capire che le cose di una volta riproposte nel giusto modo, avrebbero acquisito nel tempo, il simbolo di qualità e genuinità.  Di padre in figlio Rustichella d’Abruzzo macina successi e propone prodotti innovativi, a tratti anche originali e creativi per un pastificio, a cominciare da quando Piero Peduzzi, propone la pasta integrale, che con il suo aspetto rustico ispira il nome all’intero brand. Immersa in un’area prettamente agricola, Rustichella d’Abruzzo si concentra sulla realizzazione di una pasta di alta qualità attraverso un processo produttivo artigianale e un controllo di tutte le fasi della produzione.  Negli ultimi vent’anni si è assistito a un graduale ampliamento delle gamme, oltre alla linea tradizionale Stefania Peduzzi ha sempre studiato e trovato soluzioni innovative, oltre che buone, per soddisfare nicchie di mercato speciali, come gli sportivi o gli amanti dell’alimentazione wellness con le paste super food  “Chamhealthy’on”, i bambini con la linea “ZeroTre”, i celiaci con la linea senza glutine o “Rapida” la pasta che cuoce in 90 secondi per la ristorazione.

L’antica arte di fare pasta si conferma oggi un importante pilastro per dare vita a progetti innovativi in grado di rispondere alle nuove esigenze alimentari, come ci spiega la stessa Stefania Peduzzi: “Abbiamo un reparto dedicato con un tecnologo specializzato con il quale cerchiamo di sviluppare nuovi prodotti che rispondano alle esigenze del mercato internazionale e poi una collaborazione continua con le università.”Da questo connubio tra ricerca, sperimentazione e artigianalità Rustichella d’Abruzzo ha saputo creare delle nuove linee, ma soprattutto tracciare delle nuove strade anche per il mondo della pasta. Pensiamo alla tendenza ed esigenza dei superfood, come ci racconta la cotitolare del pastificio: “La richiesta di superfood è un chiaro e nuovo bisogno che cerchiamo di soddisfare con un progetto che ha alla base il concetto di salute e l’obiettivo di avvicinare e far apprezzare al consumatore ciò che la natura ci offre, proponendo un nuovo modo di mangiare la pasta. Abbiamo pensato una linea di spaghetti healthy in cinque gusti (matcha e ginseng, estratto di spirulina, dragon fruit, carbone vegetale, curcuma e zenzero) per rendere ogni piatto ricco di fantasia, colore e salute.”

Altro progetto interessante è la linea ZeroTre dedicata ai bambini, pensata da Stefania Peduzzi con un’attenzione tutta femminile come mamma, manager e insegnante, per un’alimentazione più completa e verso i difficili palati dei bambini che con le verdure non vanno molto d’accordo: “Dietro Zerotre c’è un’esperienza educativa e didattica, la linea nasce da ciò che realmente i bambini amano mangiare e non. Zerotre Rustichella è l’unica a proporre pasta di semola di grano duro con purea di verdure e frutta 100% BIO, priva di coloranti e conservanti. Poi alle paste abbiamo associato anche dei condimenti, in modo da incuriosire i piccoli a sapori nuovi, come il Sughetto al pomodoro e carote, il Pesto con Basilico D.O.P. e la crema al Parmigiano Reggiano”. All’innovazione fa da elemento complementare la tradizione e con essa la riscoperta dei grani antichi che sono stati prontamente adottati per la realizzazione della linea Triticum e di una pasta ottenuta dalla miscela di grani diversi, produzione che trova origine in vecchie usanze contadine del luogo. “Una pasta “preziosa” è quello che ne è venuto fuori da questo tipo di lavorazione – così la descrive Stefania  –  abbiamo utilizzato solo metodi tradizionali e in questo modo abbiamo ottenuto un grano non stressato rispetto ai grani moderni; cosa che va a ridurre anche il rischio di intolleranze. Inoltre voglio sottolineare che puntiamo a una produzione qualitativa e non quantitativa del grano con una produzione numerata di pasta”. E se l’Abruzzo è racchiuso nella linea PrimoGrano, tutte le altre linee sono legate alle tradizioni regionali dell’Italia ben rappresentate e portate nel mondo, tutte oramai molto riconoscibili grazie alla “Rustichella paper brown”, il sacchetto di carta che ha reso l’azienda all’estero: “È stato proprio il nostro packaging il primo messaggio artigianale che abbiamo lanciato negli anni 80 e che ancora oggi ci distingue in più di 70 Paesi”. Se questa non è lungimiranza, allora come chiamarla?

 

 

 

 

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