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La passione dell’olio che scorre nelle vene: Olio Flaminio // Un’Azienda al giorno

di Redazione | 30 Ottobre 2018
La passione dell’olio che scorre nelle vene: Olio Flaminio // Un’Azienda al giorno

Il Santo patrono e protettore della città di Trevi, Sant’Emiliano, secondo la tradizione, più di 1700 anni fa fu legato ed ucciso nella città, durante le persecuzioni dei cristiani dell’Imperatore Diocleziano, ad una pianta di olivo. Tale tradizione fu messa per iscritto nel XI secolo. Ancora oggi quest’olivo, detto di Sant’Emiliano, produce olive!

A Trevi l’olio diventa storia, non solo leggenda e questo spiega quanto sia radicato nella città il culto nei confronti di questa pianta. Proprio in queste zone nacque la Società Agricola Trevi Il Frantoio nel 1985, ma vedeva la sua origine già negli anni 60 con l’istituzione della prima cooperativa di ulivicoltori. L’azienda si compone di 59 soci olivicoltori.

L’azienda agricola porta con sé una genealogia di famiglia, di tradizione in tradizione a tal punto che Irene Guidobaldi, figlia di Angelo Guidobaldi fondatore dell’azienda, lasciò gli studi e le sue esperienze lavorative giuridiche per tornare in Umbria ad aiutare la famiglia in un momento di forte espansione dell’azienda.

“Tornare a casa non mi è pesato, in fondo da sempre sono stata “unta d’olio”: da bambina andavo con mio nonno a passeggio per i suoi ulivi, da adolescente d’estate “lavoravo” all’imbottigliamento per guadagnare i primi spiccioli…

Sono l’ottava generazione come ulivicoltrice e la quarta come frantoiana: la passione per l’olio, per DNA, mi scorre nelle vene!

Prima dell’entrata nell’azienda di Irene Guidobaldi la Società Agricola Trevi Il Frantoio era basata sulla vendita diretta a privati, e mancava una linea che fosse strettamente dedicata ai negozi, alle gastronomie, alla ristorazione, fu lei ad aprire un nuovo canale distributivo con la linea Olio Flaminio.

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Il nome deriva dalla Via Flaminia, dove risiedeva la vecchia sede della Società, ossia la via consolare dell’antica Roma che fin dal 1300 d.C. ha consentito l’esportazione dell’ olio di Trevi alla corte dei Papi.

Nel tempo Olio Flaminio ha iniziato a svilupparsi, proponendo accanto alla produzione di olio, selezioni di pasta artigianale e di legumi e cereali tipici della regione.

Gli oliveti si estendono nei Comuni di Trevi, Foligno e Campello sul Clitunno, nel cuore dell’Umbria e della zona di produzione a Denominazione di Origine protetta Umbria Colli Assisi – Spoleto, per una superficie di circa 250 ha.

Le piante nascono in un terreno di origine calcareo, molto roccioso e povero di humus, ad una altitudine compresa tra 300-600 metri, dal clima freddo che non permette la riproduzione della “mosca olearea”.

Le cultivar degli uliveti sono Moraiolo (85%), Frantoio (10%), Leccino (5%).

Il 30 ottobre 2009 è stato inaugurato il primo impianto fotovoltaico in Umbria, il più grande in Italia di un frantoio per la produzione di olio extra vergine di oliva: 90 kw da pannelli al silicio policristallino, in grado di provvedere totalmente all’intero fabbisogno elettrico del ciclo di produzione.
Un atto di responsabilità nei confronti dell’ambiente, affinché i colori dell’olio extravergine di oliva si tingano sempre più delle tonalità della natura!

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Nel 1994 l’Azienda è il primo frantoio al mondo a ricevere la Certificazione di Qualità UNI EN ISO 9002, rinnovata ed adeguata fino all’attuale UNI EN ISO 9001:2008.

Oggi la Società Agricola Trevi Il Frantoio è la prima azienda, per quantità, a produrre olio extravergine di oliva tracciato.

La raccolta delle olive inizia i primi di Ottobre per protrarsi fino a tutto il mese di Novembre: è l’operazione che vede il coronamento di tutti gli sforzi che gli olivicoltori fanno per coltivare gli olivi in un ambiente che sicuramente non è il migliore per la sua crescita, visto il terreno molto roccioso e la pendenza del terreno, ma che permette una coltivazione pressoché biologica date le basse temperature invernali che uccidono i nemici naturali. La raccolta avviene manualmente direttamente dalla pianta con dei pettini. Le olive, poste rigorosamente in casse di plastica dotate di apposite fessure al fine di consentire la necessaria areazione del frutto, vengono consegnate il giorno stesso della raccolta al frantoio, in modo da poter essere trasformate in meno di 12 ore.

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Nel 2017 è stato introdotto lo “scambiatore di calore”, un tubo che, raffreddato, porta la pasta di olive alla temperatura desiderata, tra le due fasi strategiche del lavoro in frantoio: frangitura e gramolatura. Raffreddare diventa fondamentale per avere oli eccellenti, considerando soprattutto che le raccolte, di fatto, sono sempre più anticipate e l’oliva può entrare in frantoio anche a 40 gradi! L’effetto è una forte riduzione dei tempi di gramolatura: da 30 a 15 minuti, con un conseguente miglioramento del quadro aromatico del prodotto finale e, al contempo, l’aumento dei polifenoli.

Laboratori esterni certificati SINAL analizzano dal punto di vista chimico le caratteristiche dell’olio, mentre la delicata fase dell’assaggio è affidata ai Mastri Assaggiatori, i quali sono dotati di una trentennale esperienza che consente loro di cogliere anche le minime sfaccettature gustative e di destinare con certezza l’olio extravergine di oliva alle quattro diverse selezioni: D.O.P. Umbria, fiore all’occhiello della linea, Non Filtrato, Fruttato e Delicato.

L’olio extravergine di oliva Flaminio Non Filtrato è il primo prodotto e confezionato. Non filtrato, torbido, così come esce dal frantoio…“l’olio nuovo per antonomasia”! L’olio non filtrato appena prodotto presenta odori e sapori intensi, ma è importante che l’acquisto avvenga durante il periodo della produzione e il suo utilizzo entro tre/quattro mesi al massimo. 

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