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Curcuma che sorpresa // La Cucina che fa Bene

di Barbara Benatti | 5 ottobre 2018
Curcuma che sorpresa // La Cucina che fa Bene

Foto da Pixabay, Unsplash

Dalla parola Kour Koum in lingua persiana-indiana che significa zafferano, la Curcuma è anche conosciuta come Zafferano delle Indie. Pianta erbacea perenne, appartiene alla famiglia delle Zingiberacee, (la stessa dello zenzero) il cui nome scientifico è Curcuma longa (o Curcuma domestica), raggiunge un’altezza massima di circa 1m.

Nasce spontanea dall’India alla Malesia, ed è coltivata prevalentemente in regioni a clima tropicale, dove per prosperare necessita di una temperatura compresa tra i 20° ed i 35°, oltre che di una elevata piovosità. La raccolta è annuale e, generalmente, una parte dei rizomi viene conservata per la coltivazione della stagione successiva.

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Da oltre 5000 anni in India viene impiegata nella medicina tradizionale, sia nella medicina ayurvedica, ed è utilizzata anche nella medicina tradizionale cinese, come disintossicante dell’organismo e del fegato in particolare. In queste medicine anche il dolore tipicamente associato all’artrite e le irregolarità mestruali vengono combattuti con la curcuma.

È utilizzata soprattutto come integratore alimentare naturale per la sua capacità di contrastare i processi infiammatori dell’organismo.

Con la sua città Sangli, l’India è il primo produttore al mondo di curcuma.

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Ma “La Regina delle Spezie” è utilizzata soprattutto in cucina: è infatti anche uno degli ingredienti del masala e del curry, a cui conferisce il tipico colore giallo intenso e caratteristico di questo mix speziato.

Mentre il sapore è molto volatile, al contrario il colore si mantiene inalterato nel tempo, per questo motivo per lungo tempo, il colore giallo vivace dei suoi rizomi è stato utilizzato in tintoria come colorante, per colorare pelli, tessuti, carte, e anche come colorante alimentare, classificato con il simbolo E100: molti alimenti come formaggio, yogurt, mostarda, brodi vari in scatola vengono spesso colorati con derivati di questa radice.

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Le donne di alcune popolazioni del sud-est asiatico lo usano soprattutto come pigmento per prodotti di maquillage. Di fatto la curcuma in cosmesi è presente nelle formule di molti prodotti solari, purificanti della pelle, antirughe, e antiforfora.

Considerata beneaugurante e simbolo di prosperità e ancora oggi in certe zone, le giovani spose il giorno del matrimonio si tingono i capelli con la vivace polvere gialla dei rizomi della curcuma.

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La parte della pianta che contiene i principi attivi, è proprio il rizoma: contiene olio essenziale, in maggioranza curcumina (principale componente biologicamente attivo) che conferisce a questa spezia diverse proprietà farmacologiche, tra le quali quelle coleretiche-colagoghe, che favoriscono lo svuotamento della colecisti aumentando l’afflusso della bile e il suo deflusso nell’intestino, contrastando la formazione di calcoli biliari. Dal punto di vista chimico la curcuma viene classificata fra i polifenoli proprio per il suo bel colore giallo.

Usata nella medicina popolare quale trattamento efficace per contrastare la diarrea, i crampi addominali e la sindrome dell’intestino irritabile, l’assunzione di curcuma riduce la probabilità di sviluppare ulcere ed elimina l’irritazione dell’intestino. È anche consigliata ai pazienti affetti da malattie infiammatorie e malattie più gravi come il morbo di Crohn.

La curcuma è un epatoprotettore e può quindi migliorare la salute del fegato, contribuire ad eliminare gli eccessi di colesterolo e facilitare la digestione dei pasti abbondanti e ricchi di grassi, rinforzare il nostro organismo e il sistema immunitario. Le sono state attribuite anche proprietà trombosoppressive, cardioprotettive e antiartritiche.

Grande alleato infatti anche del nostro sistema cardiovascolare: la curcuma è in grado di rafforzare il rivestimento dei vasi sanguigni e, secondo una ricerca indiana pubblicata sul Journal of Physiology and Pharmacology, la curcumina, sarebbe in grado di prevenire l’ossidazione del colesterolo e di ridurre di circa l’11% i livelli di colesterolo cattivo LDL e di aumentare del 29 % quelli del colesterolo buono HDL con conseguenti benefici per la salute del cuore e dell’apparato cardiocircolatorio. Secondo alcuni recenti studi, seppure non ancora definitivi, la curcuma sarebbe anche in grado di prevenire il diabete di tipo 2, e un’arma efficace contro la sindrome da distress respiratorio e la sinusite, l’osteoporosi associata alla menopausa, l’intolleranza al glucosio, l’obesità e la sindrome metabolica.

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Recenti ricerche e studi scientifici si sono concentrati sulle potenzialità antinfiammatorie, antiossidanti, antidolorifiche e in generale curative nei confronti del nostro corpo di questa spezia, soprattutto nella prevenzione dell’Alzheimer.

I ricercatori dell’Università della California di Los Angeles che, in uno studio pubblicato sull’American Journal of Geriatric Psychiatry, hanno concentrato la loro attenzione in particolare alle proprietà della curcumina, principio attivo della curcuma, capace di ridurre l’infiammazione cerebrale, direttamente collegata sia al morbo di Alzheimer che alla depressione.

Partendo da presupposto che, “siamo ciò che mangiamo”, alcuni ricercatori hanno voluto concentrare i loro studi sul rapporto cibo/salute analizzando diverse popolazioni del sud-est asiatico e in modo particolare le popolazioni dell’India, dove il consumo della curcuma è alla base della loro alimentazione e sembrerebbe che la curcumina e il tumerone aromatico, i due fondamentali principi attivi di questa spezia, garantirebbero una valida protezione delle strutture cerebrali e vascolari dell’organismo umano, scongiurando l’insorgere di invalidanti malattie neurodegenerative come, appunto, l’Alzheimer, l’ictus e la demenza senile e almeno otto forme di cancro: come il carcinoma della mammella, il tumore del colon, leucemia, polmoni, fegato, pelle, reni e bocca.

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Sembra proprio che la curcumina riesca a sopprimere sia lo sviluppo che la progressione del cancro. E, secondo uno studio pubblicato sulla rivista Cancer Research, la spezia avrebbe un ruolo fondamentale nella prevenzione e nel trattamento del tumore alla prostata.

Ottima fonte di vitamina C, stimolante delle vie biliari, fluidificante del sangue la curcuma è ricchissima di numerosi antiossidanti, che trasformando i radicali liberi in sostanze inoffensive per il nostro organismo, sono in grado di rallentare l’invecchiamento cellulare. Questo è di fondamentale importanza perché in molte malattie come l’artrite reumatoide, sono proprio i radicali liberi i responsabili dell’infiammazione e del dolore alle articolazioni

È inoltre, una vera alleata della nostra linea: è dimostrato infatti che l’assunzione giornaliera, (dose ideale: 2 cucchiaini da caffè, pari a 4 calorie), di questa spezia aiuti ad accelerare il metabolismo consentendo all’organismo di bruciare più calorie e dunque a smaltire il peso in eccesso, favorendo la perdita di cellule adipose. Naturalmente non da sola, ma sempre abbinata a uno stile di vita sano con una corretta alimentazione e una giusta dose di attività fisica.

Ma il suo effetto è ancora più potenziato quando associato a verdure come il cavolo, il cavolo rapa o i broccoli.

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Naturalmente per le persone in condizione di buona salute, la curcuma non ha particolari controindicazioni e la sua assunzione è considerata priva di rischi, ma come tutte le spezie, deve sempre essere assunta con moderazione, perché, seppure è considerata benefica, anche la curcuma può avere delle controindicazioni da non sottovalutare. Per chi soffre di problematiche alle vie biliari o disturbi della coagulazione del sangue, sarebbe opportuno astenersi dall’assunzione della curcuma, dunque per qualsiasi dubbio, è bene sempre rivolgersi al proprio medico curante, specie se si assumono farmaci poiché questa spezia può interferire aumentando o vanificandone l’effetto. Circa l’assunzione di curcuma in gravidanza o allattamento, non sono disponibili studi sufficienti per indicarne la sicurezza, pertanto meglio evitare.

In conclusione, a fronte delle innumerevoli proprietà della curcuma, vi consiglio di prendere l’abitudine di bere una bevanda a base di curcuma dai numerosi benefici, il Golden Milk.

Considerata una vera e propria aspirina naturale dalla medicina Ayurvedica, il Golden Milk, chiamato anche latte d’oro per il suo colore acceso e dal sapore delizioso, è una bevanda che regola il metabolismo, stimola il sistema immunitario e migliora la digestione. Un vero e proprio elisir di lunga vita, un ottimo aiuto per combattere l’asma e la bronchite, perfetto per contrastare e calmare la tosse e alleviare i sintomi del raffreddore, consigliato soprattutto a chi soffre di problemi alle articolazioni e a chi cerca un antinfiammatorio naturale che aiuterà a combattere e prevenire tutti i mali di stagione.

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Anche se la ricetta originale ayurvedica prevede latte vaccino, è possibile utilizzare anche latte vegetale.

 

Innanzitutto occorre realizzare la pasta di curcuma (da conservare in frigorifero per 40 giorni):

Ecco gli ingredienti per prepararla:

½ bicchiere d’acqua

½ cucchiaino di pepe nero

½ tazza di polvere di curcuma bio

 

Portare a ebollizione il mezzo bicchiere di acqua, unire la curcuma in polvere con e il pepe nero macinato al momento; e cuocere, mescolando fino a quando il composto non avrà la consistenza di una crema. Una volta pronto lasciate raffreddare il composto e conservarlo in un contenitore di vetro a chiusura ermetica in firgorifero. Si conserva per un massimo di 40 giorni.

Come risultato dovrete ottenere un impasto liscio e cremoso. Quando la pasta sarà pronta, inseritela in un barattolo di vetro da chiudere ermeticamente e riponetelo in frigo: così facendo, potrete conservarla con tutte le sue proprietà per 40 giorni.

Per il Golden Milk:

1 tazza di latte (o vegetale che sia di riso, di soia o di cocco);

1 cucchiaino di olio di mandorle dolci (aiuta a rendere assimilabile la curcumina)

1 cucchiaino di miele d’acacia

1 cucchiaino di pasta di curcuma

Un pizzico di cannella (facoltativo)

Una volta preparata la pasta, è possibile procedere:

In un pentolino e fate scaldare il latte vegetale per qualche minuto, unire l’olio di mandorle dolci e il cucchiaio di pasta di curcuma. Lasciar bollire per alcuni minuti, sempre mescolando, poi versare in tazza e aggiungete il miele in quantità variabile a seconda dei gusti. Se volete far diventare questa bevanda ancora più gustosa, utilizzate un frullatore a immersione e diventerà schiumosa così bella spumeggiante e potrete completarla spolverizzandola con un po’ di cannella.

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