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Al via il progetto social del Consorzio di tutela dei vini d’Abruzzo per promuovere il territorio

di Sabrina de Feudis | 27 Luglio 2020
Al via il progetto social del Consorzio di tutela dei vini d’Abruzzo per promuovere il territorio

Un viaggio porta a nuove scoperte, lasciando nella mente sensazioni tangibili di estremo piacere, come quello promosso dal Consorzio di Tutela dei vini d’Abruzzo che, seppure in forma virtuale, rappresenta un viaggio alla scoperta di un territorio attraverso i propri vitigni autoctoni: il Montepulciano d’Abruzzo e il Pecorino. Dopo mesi di chiusura a causa del Covid, il Presidente del Consorzio Valentino Di Campli, presenta con orgoglio il progetto social, che punta attraverso una trentina di video che hanno come protagonista Adua Villa, abruzzese doc e volto noto del mondo del vino, a promuovere le bellezze dell’Abruzzo. L’intento è di riuscire attraverso il vino a incuriosire il pubblico b2c, a cui è rivolto il progetto, per spingerlo a visitare un territorio che racchiude al proprio interno mare, montagna, gusti e sapori differenti.
Otto vini per otto produttori, divisi tra le quattro regioni dell’Abruzzo per degustare il Montepulciano attraverso le differenti sfumature che a ogni sorso assume, grazie alla mano dei produttori e alle diverse aree produttive di provenienza.

Il primo vino della selezione è Nerubè della cantina Jasci&Marchesani, una delle prime a intraprendere la lavorazione in biologico: siamo a Vasto, nella provincia di Chieti. Sono spettacolari i vigneti che all’orizzonte terminano a pochi metri dal mare, siamo sulla Costa dei Trabucchi, famose strutture usate dai pescatori per gettare le reti e raccogliere il pesce. Oggi sono in lizza per ottenere il riconoscimento di patrimonio dell’Unesco e in estate restano la meta preferita per un pasto vista mare. Quella che degustiamo è l’annata 2018, una tra le più complicate per il vino, ma al calice regala profumi intensi di frutta maturata al sole e di fiori, che ben s’intersecano a toni speziati. Un vino corposo, che quasi mangeresti per la sua struttura così spessa.

Emidio Pepe 2017 una bottiglia che non ha bisogno di presentazioni. L’annata in questione ha ottenuto una resa più bassa rispetto alla 2018, siamo nel teramano, in una delle cantine più famose d’Abruzzo. L’azienda lavora in biologico da sempre per bottiglie che ama definire “lavorate a mano”, qui dalla raccolta alla pressatura tutto è effettuato manualmente. La filosofia del fondatore dell’azienda si ritrova nei suoi vini, dove la natura e l’uomo hanno un ruolo centrale. Note più fresche rispetto al precedente assaggio, per una trama elegante, dove traspare un tocco di sapidità.

Mo Montepulciano d’Abruzzo Riserva di Cantina Tollo. Il nome indica in dialetto, “ora”, per un vino che nonostante i 24 mesi in botti di rovere e i 6 mesi in bottiglia per l’affinamento risulta già pronto. Quella in degustazione è l’annata 2016, ottima per le uve autoctone. Siamo tornati nella provincia di Chieti, dove proprio a Tollo sorge la cantina cooperativa, che funge da polo d’aggregazione per l’intero paese. Al naso il profumo di visciola riesce a donare punte di dolcezza intervallate da note più fresche,. Questo vino rappresenta la visione più classica del Montepulciano di questa zona.

“60” Montepulciano Riserva della cantina Frentana. Questa è una cooperativa nata nel 1958 e il vino rappresenta un omaggio per i primi sessant’anni d’attività. Siamo a Rocca San Giovanni nuovamente sulla Costa dei Trabucchi e la vicinanza al mare si evidenzia anche durante il sorso, determinato da una maggiore sapidità. La macerazione strizza l’occhio al passato, prediligendo il riposo in vasche di cemento per 25 giorni e affinamento per 16 mesi in botti grandi di rovere francese. Anche i profumi percepiti al naso sono differenti, con note speziate in evidenza. Da visitare la torre vinaria, che ha subito un’importante opera di restauro e oggi è diventata un polo d’attrazione per eventi e degustazioni.

Spelt 2016 cantina La Valentina. Per la prima volta con questo vino ci dirigiamo nella provincia di Pescara, dove il mare si affianca alla montagna, ed è attraversata dal fiume Tavo e dal Pescara, i terreni sono di medio impasto e argillosi. I vigneti qui vengono allevati con la pergola abruzzese o il tendone, tra i sistemi più utilizzati. All’assaggio una forte sensazione calorica pervade il palato per poi lasciare il posto ai profumi speziati, pepe nero su tutti. I sentori fruttati sono meno evidenti e la freschezza ritorna in modo deciso.

San Clemente Montepulciano d’Abruzzo Terre di Casauria Riserva dell’azienda Zaccagnini. La cantina si trova a Bolognano nel pescarese. Caratteristica comune di tutti questi vini è il colore rosso rubino intenso e compatto, i profumi aprono su un ventaglio di frutti di bosco e liquirizia per un corpo ampio e robusto. Un vino dal lungo affinamento che riesce a regalare in bottiglia un’altrettanta longevità, che supera il decennio di vita.

Marina Cvetic Iskra Montepulciano d’Abruzzo Riserva della cantina Masciarelli. È una realtà molto conosciuta grazie al fondatore, Gianni Masciarelli, che prima della sua scomparsa, ha compiuto un lavoro eccezionale, riuscendo a far conoscere i vini abruzzesi fuori dai confini regionali, solo Valentini c’era riuscito, ma per una produzione vinicola più di nicchia. Secondo Gianni il Montepulciano è un’uva che non deve temere rivali, grazie alla sua innata longevità. Masciarelli ha tracciato una filosofia aziendale che con orgoglio la moglie, Marina Cvetic e ora anche la primogenita, Miriam continuano a perseguire. Iskra nel nome significa scintilla, perché come essa abbaglia, è un vino complesso ed intenso in netta sintonia con le caratteristiche originali dell’uva.

Cerano Montepulciano d’Abruzzo Terre Dei Peligni Riserva 2013 – Italo Pietrantonj. Con l’ultimo vino della selezione ci dirigiamo nella provincia dell’Aquila, nel comune di Vittorito a 350 metri sul livello del mare con terreni di medio impasto. Questa cantina è famosa per le sue botti storiche, alcune risalgono al 1800. Colpisce per la trama elegante, che gli conferisce unicità, nonostante i sette anni in bottiglia nel colore non presenta sfumature granate, dai profumi sono ancora evidenti i frutti rossi, note di sottobosco e speziate. Un profumo vanigliato avvolge il sorso e resta nella memoria.

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