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Dalla Costa degli Dei nasce l’Associazione Viticoltori Vibonesi

di Giusy Ferraina | 14 Luglio 2020
Dalla Costa degli Dei nasce l’Associazione Viticoltori Vibonesi

La Costa degli Dei è una delle coste più belle della Calabria e sicuramente tra le più famose. Parliamo del tratto tirrenico che va Nicotera a Pizzo Calabro, 55 chilometri di spiagge e di un mare splendido che guardano le isole Eolie. Viaggiando da Nord a Sud si passa da Pizzo Calabro, Vibo Valentia, Briatico, Zambrone, Parghelia, Tropea, Ricadi, Joppolo e Nicotera, paesi ricchi di storia che sorgono a picco sul mare. A questo tratto paesaggistico ancora incontaminato e di grande valore ambientale e naturalistico si aggiunge l’entroterra con le sue risorse culturali, artistiche, archeologiche e agroalimentari. Qui abbiamo il Parco Regionale delle Serre, il Monte Poro, il lago Angitola con un suo patrimonio rurale fatto di tradizioni contadine radicate e di grandi prodotti tipici come la ‘nduja di Spilinga, il pecorino del Monteporo e la cipolla rossa di Tropea, che da sempre rappresentano la regione.

Dall’aprile di quest’anno a rappresentare tutta questa cultura, bellezza e bontà c’è anche l’Associazione Viticoltori Vibonesi, costituita a Vibo Valentia, che mette insieme sette cantine del territorio con una mission ben chiara come spiega il neopresidente Renato Marvasi:vogliamo promuovere il territorio, farlo conoscere attraverso tutto quello che possiamo offrire, ma soprattutto attraverso il vino che è strettamente legato a queste terre. L’obbiettivo principale e far conoscere le eccellenze che produciamo e richiedere un riconoscimento IGP per i nostri prodotti”.

Un’esigenza sentita e necessaria, così la definiscono i protagonisti di questa storia, spinti in questa avventura dall’amore per la loro terra e le zone di appartenenza, vicine tra loro ma anche profondamente diverse. I fondatori di questo nuovo gruppo simbolo dei vigneti del vibonese sono i titolari delle Cantine Artese, Benvenuto, Casa Comerci, Marchisa, Masicei, Origine&Identità e Rombolà, che insieme fanno circa 50 ettari su oltre 380 nella provincia unica zona in Calabria a non avere ancora un riconoscimento Igp.

Come sottolinea Renato Marvasi, che è il titolare di Cantina Marchisa di Tropea: “Oggi siamo 7 cantine fondatrici, ma abbiamo avuto già altre richieste di iscrizione sia da piccoli produttori che da altre cantine che stanno nascendo. Copriamo tutta la cosiddetta Costa degli Dei da Pizzo a Nicotera e zone limitrofe e valorizziamo le nostre uve autoctone come il Greco nero, la Malvasia sia bianca che nera il Magliocco canino, tra le uve storiche della provincia insieme allo Zibibbo. L’idea nasce proprio per farci riconoscere come eccellenza del vino calabrese puntando a una Denominazione di origine ma iniziando con una indicazione geografica. Il mondo del vino si sta evolvendo velocemente e Vibo non è da meno”.

Gli imprenditori lavorano, infatti, per ottenere la registrazione a livello comunitario di Indicazione geografica “Costa degli Dei”, per i vini prodotti nei comuni che ricadono nel territorio coincidente col litorale vibonese e aree limitrofe. Hanno le idee ben chiare questi Viticoltori Vibonesi, tutti giovani e tutti innamorati del loro lavoro e del loro territorio. L’entusiasmo e l’ambizione li nutrono e alla base di questo gruppo c’è la condivisione degli stessi progetti, già riconosciuti nel periodo pre-covid, ma consolidati nei mesi trascorsi in cui c’è stato modo e tempo di progettare in dettaglio attività e azioni territoriali, che come racconta Marvasi: “abbiamo messo a fuoco una serie di azioni che reputiamo necessarie e i sostegni che ci aspettiamo dalle istituzioni, Regione Calabria in primis, per consentirci di traghettare le nostre aziende fuori dalla crisi ma pure per programmare il rilancio per quando l’emergenza Covid sarà superata. Da parte nostra ci siamo subito mossi per realizzarli velocemente, purtroppo ci siamo scontrati con una burocrazia lenta che frena i “sogni” di un territorio che vuole farsi notare e vuole crescere”.

La Costa degli Dei vive di turismo e in questi mesi vivrà una stagione turistica differente, saranno pochi gli stranieri sul territorio, mentre ci si aspetta e si lavora per una promozione e gestione di un turismo locale. “Nella provincia – ci spiega il portavoce del gruppo di viticoltori – si prevede un crollo della stagione turistica l’associazione non intende subire la congiuntura, bensì provare a promuovere il territorio. Lo stesso progetto dell’Igp rientra in questa strategia”

Il vino è senza ombra di dubbio simbolo di un territorio e soprattutto sua voce narrante.  È attraverso il vino che si può far conoscere ciò che pulsa intorno alle vigne, ai paesi, ciò che alimenta le persone, le storie, i valori e le tradizioni che affascinano da sempre i viaggiatori e non solo. Ne è convinto Renato Marvasi e i suoi amici viticoltori: “Sicuramente da quando è nata l’associazione, c’è interesse e voglia di conoscere. Per molti è stata addirittura una sorpresa che su Vibo siamo tanti produttori con diverse referenze. Sono e siamo certi che partendo da una buona bottiglia di vino possiamo far scoprire a tutti ciò che di interessante e importante il nostro territorio sa offrire. Nel vibonese i grandi prodotti non mancano, così come le grandi aziende che fanno crescere la provincia e l’economia della stessa regione. Molti sono già conosciuti, mi riferisco a Cipolla Rossa Igp di Tropea, la ‘nduja di Spilinga, il Pecorino del Monte Poro che ha conquistato la dop qualche giorno fa, i fagioli di Caria, il famoso tartufo gelato di Pizzo, il Tonno fino ad arrivare ai distillati, sicuramente più famosi del nostro vino, ma impossibile assaggiarli senza accompagnarli con un buon bicchiere di vino”. E anche questo è un ottimo esempio di sinergia.

 

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