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Ristorazione

“Ciao Checca” – La tradizione romana in via d’espansione

di Viola Centi | 2 marzo 2018
“Ciao Checca” – La tradizione romana in via d’espansione

Foto da Sara De Bellis, Viola Centi

Da una parte la “Società Dante Alighieri” dall’altra antichi palazzi del ‘600 che ci conducono nella più viva tradizione romana, in quell’aria del tardo Rinascimento che vedeva i vicoli della capitale popolarsi delle botteghe più caratteristiche. Per restare in tema di tradizioni, care a tutti noi e che spesso fuggono dalle nostre memorie più vivide, entriamo da Ciao Checca, che prende il nome dalla sua grande specialità: La Pasta alla Checca, che sembra debba la sua origine all’antica usanza romana di denominare il seme del finocchio, presente nella pietanza.

Accogliente e familiare, a portata di lavoratori frettolosi o di chi, con calma e tranquillità, può sostare negli spazi confortevoli tra sedie colorate, carta da parati stravagante, librerie e tavolini appartati; ce n’è per tutti i gusti e per tutte le compagnie.

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Tutto torna, e come un cerchio che si chiude, così è il logo circolare che si reitera nella circolarità del packaging e del cucchiaio, che a detta loro sembra il connubio perfetto della loro Checca, un coesistere essenziale.Da una geometricità ritenuta, da sempre, sinonimo di perfezione, passiamo al pitagorico numero perfetto: il 3, come i soci che nel Novembre 2013 aprirono questo posto, frutto di un’idea partorita nella lontana America da Matteo Morichini, a cui si sono aggiunti Nicola Contaldi La Grotteria e Fabio Buonomo. Ad ognuno il suo settore: imprenditoria, finanza e creatività, questa la chiave vincente. Proiettati verso l’espansione e la contaminazione della tradizione romana all’estero, dove i tanti palati affamati di sapori genuini, ricercano e venerano il nostro territorio, da secoli detentore di primati nella cucina.

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Prima però di valicare il confine della nostra penisola, per raggiungere nuove mete europee, una grande novità: l’apertura del Box di Ciao Checca all’interno del Mercato Nomentano (Piazza Alessandria), che fu costruito nel 1926 e dopo 90 anni, come una fenice, ha visto la sua rinascita grazie al progetto “Mercato D’Autore”. Sebbene negli anni il mercato abbia perso alcuni dei suoi commercianti storici, ad oggi è stata lanciata una nuova offerta di ripopolamento conservando il grande fascino per i visitatori. Per quest’occasione il menù sarà ridotto, immancabile La Pasta alla Checca, Ravioli Burro e Salvia, Tagliatelle, qualche primo del giorno, le Zuppe, Frittate, Polpette e Insalata di Pollo. Affinchè nessuno rimanga a bocca asciutta o con la pancia vuota, il menù propone numerose varianti, dei piatti classici, in versione gluten free.

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Parola d’ordine: stagionalità, così la proposta del menù cerca di rispettare una filosofia culinaria ben precisa. La maggior parte degli ingredienti, accuratamente selezionati, provengono da Presidi Slow Food, ogni piatto, preparato sul momento, viene servito in stoviglie compostabili e biodegradabili, le stesse che sbancarono e presero piede nella ristorazione negli stand dell’EXPO 2015, tutto questo per avvalorare maggiormente la loro politica di sostenibilità ambientale.

Cullate dalla musica in sottofondo, ci accomodiamo e per i nostri palati affamati ci vengono presentate una Zuppa di Lenticchie di Rascino con Stracciatella e Cipolla Glassata al Miele (7,50 euro) e un Purè di Cicerchia di Serra dé Conti con Cicoria (7,50 euro), due pietanze di quelle che rincuorano e riscaldano l’anima, di quando a casa con una giornata fredda e uggiosa si ha piacere di tenere tra le mani il calore di chi ha cucinato per te; il pensiero e l’affetto.

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Rimanendo sempre ad una familiare tavolata di un pranzo domenicale (light), arrivano Ravioli Burro e Salvia (8,50 euro), forse troppo carichi di un sapore prepotente come quello del parmigiano; ad imbandire la tavola, dalla costa ligure, il Baccalà Brandacujun(10,00 euro), un tortino di patate e baccalà guarnito con olive taggiasche, pomodori secchi e prezzemolo, sguiscia il sapore del baccalà cedendone il primato a quello del tubero. Profumo di tradizione. Dai liguri sapori giungiamo ai nostrani con la Pasta alla Checca (7,50 euro), che non può che deliziare il palato, riportandolo indietro nel tempo alle tovaglie quadrettate che adagiate sui verdi prati, sanciva l’inizio di tutti i Pic- Nic.

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Giunti quasi al termine della nostra degustazione, arriva un’ Insalata con Pollo Marinato(8,50 euro), ottima per chi  ha voglia di tenersi  gustosamente leggero.

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Il dolce finir riesce a donare un’inebriante piacevolezza, la forchetta mossa dall’insistente gola, fedele compagna di ogni buongustaio, affonda in una Caprese con Farina di Mandorle e un Dolce alle Carote e Noci (4,00 euro). Ricette della memoria, antichi sapori e genuinità.

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E siccome siamo amanti della tavola, e dalle prime albe del mattino ci piace condividere il buon cibo, sappiate che da Ciao Checca è possibile fare una ricca colazione dalle 9 del mattino a base di uova, croque monsieur e croque madame, banana bread, yogurt Barikama, torta di carote e quiche.

 

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Piazza di Firenze, 25-26, 00186 Roma (RM)

Tel. 06 6830 0368

www.ciaochecca.com

 

 

 

 

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