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Calabria Wine Tour continua tra Saracena, Cosenza e Rende

di Giusy Ferraina | 5 Novembre 2020
Calabria Wine Tour continua tra Saracena, Cosenza e Rende

Il tour procede per Saracena, un paese arroccato sulle colline dei Monti del Pollino, meglio conosciuta come la Città del Moscato. Un vecchio borgo di pochi abitanti, strade e case vecchie, molte abbandonate, caratterizzano la parte alta del paese. Qui incontro Maurizio Bisconte, un personaggio surreale che ti conquista con il suo racconto, la storia della sua cantina Feudo dei SanSeverino, che prende il nome dai regnanti di zona e che fecero grande la storia di questi centri. Dopo anni di lavoro in giro per l’Italia con una multinazionale in un settore completamente diverso, riprende in mano il sogno che ha sempre avuto da ragazzo e l’amore per il vino, seguendo il fratello Roberto. I vitigni tutti completamente autoctoni sono il Lacrima Nera, la Guarnaccia, la Malvasia e il Moscato. Le sue vigne si trovano lungo i pendii a ridosso della pianura che ospitò l’antica città di Sibari e le sue etichette sono frutto di un lavoro agricolo ormai scomparso, di una vinificazione artigianale e rispettosa del territorio e dei vitigni stessi.

Di grande impatto il Moscato e il Donna Marianna. Come spiega Maurizio “Il Moscato di Saracena è un vino sopravvissuto grazie a tradizioni familiari e racconta di una storia più che centenaria della tradizione della Magna Grecia e Mediorentale del territorio dove nasce. La vinificazione soffice di Guarnaccia e Malvasia si accompagna e concilia con il moscato raccolto anzitempo e lasciato appassire, con premura e pazienza, per conferire quei tratti di colore, aroma e gusto che rendono questo moscato unico. Per realizzare questo vino si adotta un procedimento antico, fatto interamente a mano, per ottenere un raffinato e delicato vino moscato da meditazione. Quest’anno arriva sul mercato l’annata 2011”.

Ora si scende verso Rende e Cosenza. Una zona più ricca e maggiormente vocata all’impresa, con una serie di aziende di dimensioni più grandi e con diversi anni alle spalle di attività. In una sola giornata visitiamo a tre cantine. Tre storie diverse, un’unica passione, un solo territorio. Sono tutti giovani imprenditori che si sono dedicati anima e corpo all’enologia. Il loro progetto è ben delineato: rappresentare e saper raccontare con le loro bottiglie la Calabria, quasi sconosciuto ai più, puntare sull’identità, sull’autenticità di vitigni tipici, come Magliocco, Pecorello e Montonico, spesso difficili ma che somigliano in tutto e per tutto a chi vive questi posti.

La giornata trascorre dal mattino andando per vigne, tini e bottaie, con tante domande altrettante di risposte e degustazioni.  La cosa che salta subito agli occhi è trovarsi di fronte a ragazzi che ci credono con passione, che non rinunciano alle loro idee: vinificazioni pulite e al 100% in purezza. Sono proprio queste scelte che danno voce alla regione.

La prima fermata è da Giraldi & Giraldi. Siamo a Rende, qui i protagonisti sono due fratelli gemelli Alessandro e PierFrancesco, che anno dopo anno dal 2008 hanno fatto passi da gigante. I loro vini sono conosciuti sul territorio e hanno saputo portare anche fuori i loro prodotti, primo fra tutti i Monaci a base Magliocco. Mattone dopo mattone hanno dato vita a una cantina con area accoglienza, dove la signora Giuliana fa da padrona e cicerone. C’è entusiasmo e passione nelle loro parole e gli stessi ingredienti li trovi nelle loro bottiglie. Non hanno timore, sono pronti a nuove sfide e hanno incarnato a pieno la volontà e la responsabilità di lavorare in qualità e di portare il vino della Calabria fuori dalla regione, per fare cultura del territorio tra vitigni autoctoni e viticoltura sperimentale.

Continua il Calabria Wine Tour alla volta di Borgo Partenope, piccolo centro a pochi km dalla Sila, qui troviamo Cantine Elisium di Marco e Andrea Caputo. È il 2016 quando i due fratelli decidono di avviare questo progetto puntando tutto su Magliocco e Pecorello, vinificati in purezza, anche per il rosato. Mentre Andrea parla si intuisce subito che per lui non ci sono mezzi termini, non esistono altre uve, solo quelle di territorio: “perché se vuoi raccontare questa parte di Calabria lo puoi fare solo così con il Magliocco e il Pecorello, rigorosamente in purezza”.

La forza delle sue idee si concentra nella luce che ha negli occhi mentre ti porta in giro per le sue vigne e ti fa assaggiare il suo Petrara (Pecorello) o il Serra Torzano (Magliocco 100% in acciaio) e il Capumasca DOP direttamente dalla botte (Magliocco 100% con 8 mesi di botte).

Dello stesso parere è Vincenzo Granata, titolare di Cantina Magna Grecia, altro progetto enologico che si estende da Frascineto a Spezzano della Sila. Anche per lui il vino in bottiglia deve rappresentare il territorio e per fare ciò sta dedicando gli ultimi anni a una filosofia di sostenibilità agricola, di economia circolare e sinergia territoriale. Ha puntato tutto anche lui sui vitigni autoctoni come Pecorello e Magliocco. C’è spazio anche per qualche internazionale come Chardonnay e Merlot. Due le linee: una in purezza il Baronè sia Magliocco che Pecorello e i blend Bianco Gaudio (pecorello e chardonnay), Rosato Gaudio e Rosso Gaudio (merlot e magliocco), questi ultimi sanno dare all’espressione del territorio una diversità e ricchezza aromatica interessante. Storie che coinvolgono e che fanno scoprire una Calabria poco nota, piccoli imprenditori che seminano per un futuro prossimo che promette tanto e che stanno lavorando soprattutto con entusiasmo e molto impegno per fare cultura del territorio e dei suoi prodotti.

Il Calabria Wine Tour non è finito… continua con il racconto della Costa degli Dei.

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