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Agivi, Violante Gardini: “Facciamo sentire la nostra voce”

di Sabrina de Feudis | 26 Maggio 2020
Agivi, Violante Gardini: “Facciamo sentire la nostra voce”

Violante Gardini è la presidente dell’Associazione Giovani imprenditori Vinicoli Italiani. Agivi è nata nel 1989 per volontà di un gruppo di giovani imprenditori, già appartenenti all’Unione Italiana Vini e alla Confederazione della Vite e del Vino, che riunisce al proprio interno imprenditori e manager, under 40, del vino provenienti da tutta Italia. Violante è la responsabile commerciale delle cantine della madre Donatella Cinelli Colombini (Casato Prime Donne a Montalcino e Fattoria del Colle a Trequanda), ha sempre lavorato nell’associazionismo, ricoprendo cariche importanti all’interno della sua regione, la Toscana. Con la presidenza di Agivi ha deciso di abbandonare ogni altro incarico per dedicarsi a essa completamente. Violante è una giovane donna del vino, dal carattere forte e dall’ampia formazione nel settore, che per i prossimi tre anni avrà un periodo complicato da gestire, cercando di “fare squadra” con gli oltre cento associati.

Qual è il sentimento che vi accomuna in questa situazione?

Noi giovani ci dividiamo tra quelli più spaventati per questa situazione e quelli pronti a buttarsi per andare avanti. Il neolaureato giunto da poco in cantina vive una situazione complicata dal punto di vista sociale ed economico, ma dobbiamo renderci conto che abbiamo l’opportunità di far sentire il nostro punto di vista.

Come ripartirete?

Dobbiamo ripartire dalla tradizione, lavorando con chi fa questo mestiere da tempo, cercando le opportunità giuste. In questi momenti la possibilità di fare qualcosa di nuovo c’è, produrre vino è qualcosa di tradizionale, che viene fatto in un contesto completamente cambiato, le opportunità possono essere sotto gli occhi di tutti, poi c’è chi le vede e chi no. Agivi ha la capacità di mettere insieme persone di età simili pronte ad ascoltarsi e confrontarsi su problematiche anche comuni, riuscendo a realizzare progetti, che se fatti da soli avrebbero un impatto diverso. Tramite l’Unione italiana vini, che ha importanti rapporti con il mondo delle istituzioni, è possibile percepire come l’Italia del vino si sta muovendo. Siamo un po’ tutti spaventati per l’assenza di direttive comuni, ma dobbiamo pensare positivo.

Quali soluzioni devono adottare le aziende per fronteggiare questo periodo?

Sicuramente dobbiamo modificare le nostre abitudini, da una parte bisognerà considerare le direttive che verranno date per le cantine, poi ogni singola realtà prenderà le proprie decisioni. L’Italia vive di turismo e va tutto ripensato sotto questa prospettiva. Le cantine hanno dimostrato che non è stato possibile chiudere, abbiamo fatto di tutto per andare avanti. È la vita che continua e che riesce a stupire anche con un nuovo raccolto.

Comunicazione social ed ecommerce saranno sufficienti?

Questi strumenti non possono da soli salvare una cantina, non è con un video al giorno, postato sui social, che la cantina non avrà problemi, se si vende su un canale online non si annullano le difficoltà è solo un modo per fronteggiare momentaneamente la crisi.

Come pensate di riorganizzare gli eventi in programma per il 2020?

Faremo le stesse cose in un modo diverso, il nostro consueto viaggio estivo sarà virtuale, il 27 giugno partiremo ”virtualmente” per la Campania, visiteremo due cantine, poi ci sarà una tavola rotonda per discutere insieme sul ruolo della tecnologia e il tutto si concluderà con una cena sempre virtuale. Verranno recapitate direttamente a casa dei soci le confezioni con i prodotti tipici campani in abbinamento ai vini delle due cantine che andremo a visitare. Durante il periodo della vendemmia, che ci impegna tantissimo, ci terranno compagnia le nostre rubriche online e il 9 ottobre, durante la Milano Wine Week, in collaborazione con Federico Godrini, sarà organizzato il Wine Generation Forum. Insomma non ci fermiamo.

Qual è il suo auspicio?

Vorrei che fosse sempre più evidente che l’unione fa la forza e mai come questo momento ce ne siamo accorti, torno a dire di cogliere le opportunità perché il vino italiano ci permette di essere grandi.

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