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We love Tasting Mourad by Excellence il perfetto abbinamento cibo vino

di Redazione | 14 Giugno 2019
We love Tasting Mourad by Excellence il perfetto abbinamento cibo vino

We Love Tasting Mourad by Excellence è un evento organizzato per sedici cantine, italiane e straniere, accumunate dalla stessa mano, quella del proprio enologo, Mourad Ouada. Martedì 4 giugno la Domus Circo Massimo ha ospitato più di trecentosettanta persone, la metà operatori del settore, sessantasette vini differenti e tre piatti d’autore, nella prima calda estate romana, circondati dalle imponenti mura Palatine.

Sedici cantine che hanno raccontato il vino attraverso territori diversi, dalla Puglia al Friuli, da Bordeaux, passando per la Bulgaria e la Borgogna, vitigni autoctoni con i classici internazionali per una serata ad alta intensità di gusto. Il Primitivo di Gioia del Colle Doc dell’azienda Centovignali, il rosato pugliese da Nero di Troia proposto dalla cantina museo Albea di Alberobello, l’intrigante Susù di cantine Risveglio, azienda brindisina, che ha presentato un vitigno autoctono pugliese, il Susumaniello. La vicina Campania si è fatta notare con tre cantine: Quadrigato, San Cumano, azienda biologica, nella provincia di Benevento e Historia Antiqua nel cuore dell’Irpinia.

Il contadino digitale, Paolo Nenci ha presentato l’ultima versione del rosato da Sangiovese completamente rinnovato sotto il profilo estetico, nuova bottiglia e nuova etichetta. Per rimanere sempre in Toscana i profumi del Sangiovese grosso erano in degustazione con l’azienda Storiche Cantine di Radda. Arbiola per assaggiare il Piemonte, Salis Terrae nella splendida  area collinare a ridosso della Slovenia nella Doc Friuli Colli Orientali. Conclusa la parte italiana del vino anche la Francia con Rollan de By e Château Tour Perey ha raccontato l’eleganza dei vini bordolesi nell’unicità del proprio taglio. Domaine François Premier riporta in degustazione i profumi dei classici chardonnay di Borgogna. La Bulgaria era rappresentata da due aziende collocate in due aree differenti: Logodaj nella zona di Struma Valley e Angel’s Estate nell’area denominata Nova Zagora. Un panorama enoico così variegato e di alto profilo ha ritrovato nei piatti degli chef: Lorenzo Iozzia, una stella Michelin con Casa Iozzia a Vitorchiano, Viterbo, Andrea Pasqualucci del ristorante Moma di Roma, una stella Michelin e il pastry chef del ristorante Aroma, una stella Michelin, Daniele De Santi, il perfetto equilibrio tra cibo e vino.

Plin ripieno di coniglio alla cacciatora con il suo fondo, porri stufati, fonduta di pecorino e rosmarino bruciato per chef Pasqualucci. Risotto cacio e pepe, polvere di tuorlo d’uovo e guanciale soffiato, targato chef Iozzia e Vignarola con crumble di fave e pecorino, mousse di ricotta, crema di piselli, gelato di carciofo all’azoto di chef Daniele De Santi. Il primo piatto ha coinvolto un vino francese per l’abbinamento, Tour Perey 2012, classico taglio bordolese per un vino elegante, dal forte bagaglio olfattivo e dall’imponente struttura, un vino in netto equilibrio con la complessità del piatto. Il risotto di chef Iozia ha riscontrato nell’abbinamento con Bijoux, vino bulgaro dell’azienda Logodaj, un blend di Chardonnay, Semilion e Sauvignon blanc un perfetto accordo gusto olfattivo. L’ultimo abbinamento ha visto come degno accompagnatore del piatto un rosato pugliese, Petrarosa, dell’azienda Albea, un nero di Troia in purezza che ha reso giusto anche l’abbinamento più rischioso.

We Love Tasting Mourad by Excellence è un evento che ha voluto premiare le donne del vino, che nei vari settori professionali hanno saputo imporre la propria competenza. Laura Di Cosimo come migliore giornalista, Maria Grazia D’Agata per la migliore comunicazione, Noemi Apollonio come migliore sommelier, con il suo ristorante il Sangiorgio di Roma, Carla Trimani per la migliore enoteca e Omina Romana come migliore cantina. Un omaggio alle donne per ricordare che il settore del vino, in passato ad appannaggio maschile, da parecchi anni punta sulle donne per raggiungere obiettivi importanti di crescita e sviluppo.

Questo evento ha reso il vino protagonista, riuscendo a comunicarlo in un modo differente, senza autoreferenzialità e distacco dal consumatore finale, lo ha valorizzato rendendolo accessibile. Il vino appartiene a tutti non esiste una classe elitaria che può apprezzarlo più di altri, il vino è condivisione, il vino è amore, passione e sacrificio, il vino è il frutto di una terra in cui è racchiusa la vita.

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