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Guide di città

Il Viaggio Continua: Santiago // The BikerChef Project // Roberto Agostini

di Roberto Agostini | 25 maggio 2018
Il Viaggio Continua: Santiago // The BikerChef Project // Roberto Agostini

Foto da Roberto Agostini

Santiago è una grande capitale che, divisa in barrios e comuna, è situata a 100 km circa dall’oceano atlantico da un lato ed a 80/100 km dalla cordigliera andina dall’altro.

Il traffico non manca, sebbene questo sia un problema noto in quasi tutte le grandi città, ma qui grazie a un sistema di metropolitana ben sviluppato, riusciamo a muoverci agilmente.

Aspettando che le pratiche di sdoganamento della moto vengano sbrigate, siamo ospiti di JuanFrancisco, un motociclista cileno, conosciuto su Facebook .

JuanFra si autoelegge guida ufficiale e grazie a lui passiamo i primi 2 giorni all’interno di una splendida vigna, la vigna VIK. Qui scopriamo che la sua compagna, Alejandra, è una delle enologhe e veniamo quindi invitati a visitare i vigneti e la cantina, senza farci scappare la degustazione finale.

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La vigna VIK è stata creata dal signor Alexander VIK nel 2006 con l’intenzione di produrre il miglior vino del Sud America. Si sviluppa all’interno della Millahue valley, detta anche “valle dell’oro“: un territorio ricco di microclimi, sorgenti d’acqua e venti freddi che arrivano dalla costa.

Grazie all’aiuto di un personale qualificato e delle migliori tecnologie disponibili, la vigna VIK si fonde alla perfezione con il territorio ed il paesaggio in cui si trova, ottenendo un impatto naturale pari allo zero.

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Sembra quasi incredibile che dopo due giorni dal nostro arrivo veniamo catapultati in una delle realtà più importanti del Sud America.

Finita la degustazione, si inizia a fare sul serio: il carbone inizia a fumare e, sulle braci infuocate, si cuoce la carne. E’ il momento di un rito: lasado.

Tutti gli invitati si dispongono intorno alla parrilla, mentre la persona incaricata della cottura distribuisce la carne già tagliata e disposta su un tagliere; niente piatti, niente tavolo, la parola d’ordine è “condivisione”, il convivio in una delle sue massime espressioni.

Braciamiancora.com

Braciamiancora.com

Finalmente la nostra moto viene sdoganata e con l’aiuto di un funzionario doganale andiamo al porto di San Antonio del Cile ad aprire questa benedetta cassa. Dopo circa 40 giorni di nave, finalmente rivedo la mia PODEROSA. Carichiamo i bagagli, saliamo in sella e via, The Biker Chef Project parte in tutto e per tutto.

Ci dirigiamo subito verso le Ande e, a circa 100km da Santiago, arriviamo alla Valle del Yeso: un invaso artificiale che sembra essere la riserva di acqua potabile più grande di tutto il Sud America, incastonato tra vette innevate a circa 3000m slm.

Una strada sterrata tra il lago e le montagne ci porta a salire fino alla sorgente del fiume che crea l’invaso. Un posto magico con terme naturali, cavalli e mucche al pascolo e condor minacciosi che volteggiano sopra di noi.

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Scendiamo a Santiago e visitiamo “La Chascona”: la casa del poeta premio nobel Pablo Neruda; il museo della memoria e dei diritti civili che, dedicato alla tragica dittatura del governo Pinochet, si rivela essere una delle esperienze più toccanti e profonde mai vissute.

Con una fidanzata surfista sono quasi obbligato a legare la tavola alla moto e fare tappa a Pichilemu: una delle località surfistiche più famose al mondo.

Fortunatamente siamo in bassa stagione e quindi per due giorni possiamo permetterci una Cabaña e cioè un tipico lodge di legno con vista oceano.

Cuciniamo un asado sotto un cielo stellato e con il rumore delle onde di sottofondo tutto sembra aver un sapore diverso.

FullSizeRenderLasciando Pichilemu, dopo circa 200km, Juanfran ci fa segno di fermarci.

In una piccola capanna improvvisata lungo la strada una signora sta armeggiando con una grossa padella piena di olio caldo. E’ quasi il tramonto e noi siamo fermi in questo paesino di due case, ed è qui che scopriamo le Sopaipilla de Zapato: frittelle fatte con zucca, farina, burro e latte.

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Rimaniamo cosi impressionati dalla bontà di questa pietanza che decidiamo di scattare qualche foto e, scambiando qualche parola con la signora, riusciamo a carpire i segreti della sua preparazione.

Vogliamo concludere questa seconda puntata del nostro diario di viaggio condividendo con voi questa preziosa ricetta. Quindi che dire…Buon appetito!

Ingredienti:

300 gr farina

150 gr latte

100 gr burro morbido

200 gr polpa di zucca già cotta e macinata

15 gr di sale fino

1 l olio di semi per friggere

Preparazione:

Impastare in una ciotola capiente la farina con il latte, il sale e la polpa di zucca.

Aggiungere il burro e continuare ad impastare velocemente fino ad ottenere un composto liscio ed elastico.

Lasciar riposare l’impasto per 30 minuti coperto con un panno. Dopodiché, con l’aiuto di un matterello, stendere l’impasto ad un’altezza di 5 mm. Con un coppapasta o un bicchiere del diametro di 10 cm ricavare dei dischi dall’impasto steso.

Con una forchetta praticare dei fori ai nostri dischi per evitare che si gonfino in cottura e lasciamoli lievitare per altri 30 minuti coperti con un panno.

Scaldare l’olio di semi ad una temperatura di 180/190°.

Cuocere le sopaipilla per circa 2 min per lato fino a farle diventare dorate e croccanti esternamente, ma morbide al loro interno.

DSC_1639Scolare su carta assorbente e condire con un pizzico di sale.

Ora, senza aspettare che si freddino, mangiare voracemente tutte le frittelle!.

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