Condividi
News

Treefolk’s Public House, il Pub inglese a Roma che diventa gourmet

di Giusy Ferraina | 13 Ottobre 2020
Treefolk’s Public House, il Pub inglese a Roma che diventa gourmet

Può un pub inglese diventare un ottimo ristorante gourmet? La risposta è sì. Una contaminazione tra whisky e Cask Bar che funziona alla perfezione. Dove? Al Treefolk’s Public House, in viale Trastevere 192 a Roma. Due settimane fa la nuova apertura e dal 2 ottobre sempre sold out. Artefici di questo nuovo esperimento quattro ex publican già noti nel panorama romano, Andrea e Alessandro Buresti, proprietari dal 2003 dello storico pub inglese “Treefolk’s Whisky & Beer”, Simone Casadio, ex publican con il green mount e Claudio Moreschini che, già direttore nello storico “Lochness Pub”.

Il restyling del vecchio Treefolk’s, punto di riferimento per gli amanti di birra e whisky vanta oggi degli unicum che ne aumentano il valore: una collezione di 60 etichette di whisky vintage fuori produzione, 500 etichette in mescita e una selezione di 12 birre a pompa e 8 spine. Unici a Roma ad avere sempre disponibili birre in Cask. Una scelta ben precisa nel panorama beverage, una visione da sempre condivisa anche nella precedente gestione, che puntava sulla selezione di birre in mescita non filtrate provenienti da Inghilterra e Repubblica Ceca. Il loro obiettivo è sempre stato quello di portare la birra tradizionale inglese sulla scena romana. Di “inglese” qui non c’è solamente la birra, ma un insieme di elementi culturali e un’ambientazione che ti immerge, appena varcata la porta, in una Londra anni’20. Un viaggio nel tempo assicurato.

Entrando al Treefolk’s Public House, troviamo tre diverse aree, ognuna con la propria identità e funzione. All’ingresso la parte più informale con il Cask Bar, con le 12 pompe a vista e le tipiche sedute al bancone, per gli amanti della birra. Proseguendo entriamo nella Sala Camino, quella dedicata alla cena gourmet, interamente arredata con divani Chester, che creano delle aree privé più piccole, tavoli in legno, sedie in pelle nere e marroni e tappeti persiani sul pavimento. Luce morbida che arriva dalle lampade in stile liberty e un pianoforte a vista dedicato alla musica dal vivo. Infine c’è la parte più moderna, la Scotch Room, con sedute in pelle e sedie rivestite di velluto, un bancone imponente con una bottigliera in legno interamente retro-illuminata con le migliori etichette di Whisky esposte.

Il classico e il moderno si combinano in modo armonico e conquistano la vista, ma l’esperienza è anche una questione di palato. Le proposte food e drink sono numerose e mettono insieme senza sbavature la tradizione storica British, in versione contemporanea insieme a una serie di prodotti locali a km 0 e a una serie di piatti della tradizione che qui trovano forma nuova e si abbinano alla perfezione a una serie di cocktail o birre acide, in un gioco di food pairing che ti porta in giro per il mondo. La carta dei cocktail, studiata da Michele Ferruccio, F&Bood e bar manager, è un vero giro del mondo, ogni cocktail, classico o a base whisky rappresenterà un Paese diverso, presentato in modo scenografico per stupire e suscitare anche un effetto giocoso.

Una proposta food and beverage che parte dal mattino con il caffè e prosegue fino a tarda sera con la mixology, dando la possibilità ai clienti durante il giorno di lavorare in smart working.

Ma vediamo cosa succede durante il giorno qui al Treefolk’s Public House.

Si parte con la colazione, con l’area della caffetteria, gestita da Massimo Carpineti, che punta a far conoscere il mondo del caffè e dello Speciality Coffee. C’è anche una parte dedicata al Gold Trip, il caffè spillato che sta prendendo piede all’estero e che trova spazio naturale nella Public house di viale Trastevere. Qui protagonista è la Specialty Treefolk’s, una miscela studiata ad hoc dove verranno mescolate tre origini Specialities provenienti dall’Etiopia, Colombia e Panama, nata in collaborazione con la Torrefazione T68. Il caffè che sarà disponibile espresso, in tazza e take away e ci saranno 10 tipologie di maritozzi dolci e salati realizzati dalla Pastry Chef Barbara Meloni, ma anche una colazione salata in vero english style curata dallo chef a base di uova.

Nel pomeriggio, c’è l’immancabile tea time come da tradizione inglese, con ben trenta tipologie di tea dai classici neri, semi fermentati, bianchi e invecchiati saranno presenti in carta. All’ora dell’aperitivo spazio alla mixology con drink alcolici e non accompagnati da un benvenuto dello chef composto da tre piccoli assaggi del menù e da un welcome drink a base di birra acida. A far da padrone nel pre-dinner saranno le Pie salate, dalla tradizione dei marinai inglesi qui riadattate alla cucina romana e ai prodotti locali, con pollo alla cacciatora, manzo alla picchiapò e con baccalà mantecato con patata viterbese.

Ma veniamo alla cucina e ai due momenti topici del pranzo e della cena.

La cucina è affidata a Valerio Mattaccini, sarà lui a curare l’intera proposta food dalle 10 del mattino fino alla cena gourmet. Mattaccini dopo la sua esperienza da Magazzino Scipioni, arriva qui al Treefolk’s Public House con un’idea ben chiara: “voglio proporre una cucina sana ed eticamente sostenibile, portando avanti il concetto sempre più importante del “zero waste”. Scegliamo i prodotti con attenzione e ci affidiamo a piccoli produttori locali che lavorano in qualità. Un esempio sono i formaggi dell’azienda viterbese Tenuta Radichino dei Fratelli Pira che ci forniscono la ricotta per farcire il maritozzo a colazione, lo yogurt di pecora biologico e una serie di formaggi che abbiamo messo in menu. Tra i nostri fornitori abbiamo anche l’azienda L’Agricola, il cui titolare è Simone Casadio, uno dei nostri soci, che a km zero ci garantisce la freschezza di carne, uova, verdure e latte”.

Alberto Blasetti / www.albertoblasetti.com

Se il pranzo è molto english, la cena invece affonda le radici nella tradizione italiana e romana, con tocchi di rivisitazioni formali interessanti. La cena gourmet prevede una scelta di antipasti e main course a base di carne, pesce e cacciagione, sia alla carta che in degustazione dove il mondo della birra, del caffè e della mixology per regalare un’esperienza unica. Come spiega lo stesso Michele Ferruccio: “C’è una ricerca costante sulla qualità in tutti i settori con l’obiettivo di utilizzare ogni prodotto selezionato al top della qualità che intrecciandosi daranno vita ad un’esperienza sensoriale a 360”.

Esperienza effettivamente da fare, a cui nessun curioso, foodies, buongustaio e amante del buon bere si può sottrarre. Due i punti forti: lo stile del servizio, elegante e attento nella narrazione dei piatti e dei drink, per guidare il commensale nel migliore dei modi nella scelta e nel percorso gustativo; e poi ovviamente i piatti sposati ai drink, per un risultato complessivo creativo, gustosi, goloso e soprattutto raffinato.

Nella nostra prova di assaggio i maritozzi con coda alla vaccinara e baccalà mantecato, impasto impalpabile, perfetto gioco tra dolce e salto e abbinamento a una orange sour, birra acida con arancia amara. Bontà pazzesca. Segue l’Uovo Carbonaro, una riformulazione del tipico piatto romano, da mangiare a cucchiaio dove cremosità e croccantezza giocano con il tartufo sfericato e una golosa sapidità. Segue risotto allo zafferano con liquirizia abbinato con uno scotch torbato e soda, per chiudere con il tiramisù in lattina. Idea divertente, lattine da collazione, citazioni tra arte e cinema. Risultato finale: bello da vedere, buono da mangiare, comodo da portare a casa.  Abbinato al Negroyster composto da Scotch whisky, un caffè selezionato da Massimo Carpineti e la Birra Stouth (che di solito abbinano alle ostriche).

Ma non finisce qui, dopo la cena gourmet, da mezzanotte alle due del mattino, il Treefolk’s proporrà una vasta scelta di piatti più “street”, dal sempreverde Fish & chips, passando dai lollipop di pollo fino ad arrivare ad un’hamburgheria di alto livello, seguendo sempre il concetto dell’alta qualità.

Ogni momento della giornata è scandito da un menu, da un rito enogastronomico, da un abbinamento. Tutto è pensato e studiato in dettaglio, un esempio di come l’unione tra caffetteria, bar e cucina può essere vincente. Basta saper trovare il filo narrativo giusto.

Treefoolk’s Public House, Viale Trastevere 192- 00153 Roma – Orari: Aperto tutti i giorni dalle 8 alle 2.

 

Alberto Blasetti / www.albertoblasetti.com

NESSUN COMMENTO

COMINCIA TU LA DISCUSSIONE

avatar

ULTIME

Notizie

#NoMoreExcuses

Valerio Mattacini: “In cucina scelgo prodotti ecosostenibili”

Fabio Castelli |   29 Ottobre 2020

News

Calabria Wine Tour

Giusy Ferraina |   27 Ottobre 2020

News

Nuovo Dpcm: l’appello degli Ambasciatori del Gusto

Fabio Castelli |   26 Ottobre 2020

#NoMoreExcuses

La cucina di “rottura” di Nicholas Amici

Fabio Castelli |   21 Ottobre 2020

News

Sud Italia, terra di Avocado

Giusy Ferraina |   20 Ottobre 2020

News

Francesco Mazzone ha fatto suo il sogno del padre, produrre vino

Sabrina de Feudis |   15 Ottobre 2020

AGENDA

Nuove aperture

Parliamo Di...

SEGUICI SU

Instagram

The access_token provided is invalid.