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Le Comete, i vini “stellari” di Alois Lageder

di Sabrina de Feudis | 29 Settembre 2020
Le Comete, i vini “stellari” di Alois Lageder

Foto da https://vinodabere.it/alto-adige-le-comete-di-alois-lageder/

La cantina altoatesina, Alois Lageder, da tre anni ha avviato un progetto legato alla voglia innata di sperimentare, in vigna come in cantina, realizzando con la linea che porta il nome di “Comete”, vini nuovi, innovativi e di carattere. Come spiega Alois Clemens Lageder «Alcuni di questi esperimenti svaniscono, altri diventano stelle e parte integrante del nostro assortimento». Dal 2017 la cantina porta avanti questi esperimenti con l’obiettivo di raggiungere ogni volta una migliore qualità all’interno delle proprie bottiglie. Questi vini proprio come delle comete sono unici e le etichette lo testimoniano, sono state realizzate a mano e riportano proprio la coda di una cometa dipinta con un dito. Sono bottiglie numerate, vini esclusivi, provenienti da vitigni autoctoni e storici come il Blatterle, coltivato quarant’anni fa o l’Assyrtiko, uva tipica dell’isola greca di Santorini, dalla forte caratteristica acida.

Da maggio sono disponibili i nuovi sette vini, targati Comete, frutto di questa costante sperimentazione, tre di questi sono stati i protagonisti di una degustazione virtuale alla presenza di Alois Clemens. Etichette esclusive e dai numeri limitati proprio come il BLA BLA BLA, che con le sue 946 bottiglie, si presenta come risultato di un assemblaggio accurato di tre differenti annata, 2017, 2018 e la 2019 di un vitigno storico dell’Alto Adige il Blatterle. Circa trenta o forse anche quant’anni fa questo vitigno era molto diffuso e conosciuto, oggi si contano al massimo tre o quattro contadini che lo coltivano, non essendo un vitigno registrato non è possibile citarlo in etichetta ecco il perché del nome curioso. È un vino non filtrato e nel colore conserva un giallo paglierino, al naso concentra un bouquet di frutti a polpa gialla, che virano su profumi tropicali con una punta di nota agrumata, in bocca ha una buona sapidità e una piacevole persistenza. Un vino intrigante, che sorprende per il suo carattere diretto.

TIK XVIII racchiude al proprio interno le uve di Assyrtiko, grappoli natii dell’isola greca di Santorini che già vent’anni fa il papà di Clemens utilizzava per le sue sperimentazioni. Questo particolare vitigno ha trovato casa anche in questo lembo di terra perché basti pensare che Bolzano durante i mesi estivi diventa una tra le città più calde d’Italia. La caratteristica di questo vitigno è l’acidità, che si palesa ovviamente già al primo sorso. Questo vino è presente in sole 253 bottiglie, che affinano in barrique di quinto e sesto passaggio anche per quindici mesi, regalando una buona complessità al prodotto. Da sottolineare la nota amarognola sul finale.

LE LA – XVIII utilizza come vitigno il famoso Lagrein che in questo caso muta le sue originali caratteristiche a favore della sperimentazione. È un vino ottenuto da uve vendemmiate un mese prima, rispetto al normale periodo di vendemmia del Lagrein, lasciate sul pigiato per soli quattro giorni determinano un risultato, che nello stile assomiglia a un Beaujolais o anche a un “vino leggero”. Del Lagrein non conserva il colore compatto e quasi impenetrabile, presentandosi con delle tonalità chiare di rosso rubino, è caratterizzato da un’elevata acidità e da un basso contenuto alcolico. Un vino dalla bevuta semplice e piacevole, che si esalta anche se servito con qualche grado in meno, perfetto per un aperitivo abbinato a un tagliere di salumi.

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